BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia
34° Domenica B – Cristo Re – 24.11.2024
Daniele 7,13-14 - Apocalisse
1,5-8 - Giovanni 18,33-37
La solennità odierna corona il percorso al seguito di Gesù lungo un anno che ci ha fatto vivere e partecipare al mistero di Gesù. Egli, oggi, viene celebrato re dell’universo. Non è un titolo che si ferma a riconoscere la grandezza e il potere come lascerebbe intendere la prima lettura del profeta Daniele, e secondo la mentalità del mondo, diremmo oggi. La regalità di Gesù è sta acquistata da quanto ha fatto “colui che ci ama e ci ha liberato dai nostri peccati con il suo sangue”, cioè amandoci fino a dare la vita per noi. Egli è il “testimone fedele” dell’amore di Dio che l’ha inviato per dare salvezza questo nostro mondo e senso alla nostra esistenza. Precisamente Gesù è re perché è venuto a dare testimonianza della verità. Questa è appunto l’amore di Dio verso di noi, la bellezza e il valore della vita, il suo senso, la direzione, che ci portano ad una comunione sempre più profonda e piena con Lui. Testimoniare la verità non è semplicemente non dire bugie, ma affermare con la vita che Dio ci ama, è l’unico Signore che ci dà vera libertà e consente la realizzazione della nostra vita.
La Parola che abbiamo ricevuto stamattina ci dà due tratti di questa regalità di Gesù.
Il primo è che aiuta a realizzare la nostra vita consegnando la sua fino in fondo, come annuncia la seconda lettura: “ci ha liberati con il suo sangue”. Egli non si fa servire, come i re di questo mondo, ma serve i fratelli, poiché tali siamo, e li rende “sacerdoti per il Suo Dio” e Padre. Vale a dire idonei a dare lode, onore, gloria a Lui con la propria vita e li sostiene nel dono di sé per loro.
L’altro tratto che rivela che Gesù è
davvero Re è la Sua libertà e il coraggio di fronte ai potenti di questo mondo,
come era Pilato, e di fronte alle aggressioni che vorrebbero travolgerlo. Nella
nostra vita, servizio al bene e libertà nel compierlo a dispetto del male ci
fanno “regali” figli di Dio.
Oggi nel dare il Battesimo ai piccoli Lorenzo e Achille. che i loro genitori chiedono alla Chiesa, noi formuliamo gli auguri più sinceri perché, costituiti profeti e sacerdoti per il dono della vita di Gesù mediante lo Spirito Suo, siano anche dei re. La loro regalità alla quale li educheranno i loro genitori, e in questa Comunità troveranno aiuto vivendo in essa, li faccia crescere deputati a servire con tutto se stessi, a fare, a testimoniare il bene, l’amore di Dio, con la stessa generosità e fedeltà di Gesù; uomini liberi e coraggiosi di fronte a menzogne che il mondo vuole imporre. Immersi nella regalità di Gesù, ne diventino suoi testimoni. E pure noi, che già da tempo lo siamo immersi per il Battesimo ricevuto qualche anno fa, possiamo grondare di essa, bagnare e far fiorire questa arido mondo perché sia rivestito di maestà e di splendore, e ad ogni vita, ad ogni creatura si riconosciuta regale dignità.