BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia
Notte di Natale 2024
E’ Natale! Carissime/i. Sentimenti, emozioni, commozioni, familiarità, sorrisi, tutto ci dice che è Natale. Ma è proprio vero? E’ questo il Natale? Ci aggiungiamo pure musiche, canti, luci, colori, statuine del presepe, persino vestiti nuovi. E’ questo il Natale per noi credenti in Gesù? Per gli uomini che non lo conoscono val bene anche la coreografia di questi giorni, fa sperare, fa venir voglia di dei propositi, di essere più buoni, di desiderare un mondo di pace, anche in coloro che non hanno il dono della fede. Quindi, ben venga il Natale, che fa venir fuori quel desiderio di bontà, di fraternità, di pace che ci portiamo dentro.
Ma per noi, il Natale è molto, molto di più dei buoni sentimenti ed emozioni e delle immagini esteriori, coreografiche, che rischiano di impedirci di vedere la verità di questo giorno, di questo evento: Dio con noi. Il quadretto che il vangelo appena proclamato ci racconta: la notte, il canto degli angeli, i pastori sorpresi con le loro greggi, e poi la grotta, il Bambino con sua madre, e Giuseppe…tutto questo è pieno di poesia, suscita stupore e tenerezza, profonda commozione e pure confusione. Ma anche di questo è molto più il Natale di Gesù, la nascita di quel Bambino che ci è stato dato. La liturgia, la preghiera della Chiesa, la lode, la festa che traspare da ogni gesto, lasciano intravedere il prodigio divina in una nascita umana.
Nonostante la “scena” che lo racconta, il Natale non è una fiaba; non è una
commedia quello che siamo venuti a vedere, e stanotte a celebrare; forse è
l’inizio di un dramma sapendo, come credenti, come andrà a finire; un dramma
d’amore per la nostra salvezza. Questo bimbo nasce tra noi, e crescerà, per
rivelarci, dando la sua vita fino in fondo, l’amore di Dio di cui siamo
oggetto, e di cui possiamo diventare soggetti, salvando la nostra umanità, se
lo accogliamo, cioè diventiamo portatori di amore; un amore del quale abbiamo
bisogno per ritrovare il nostro volto di figli di Dio e di fratelli; un amore
più forte di ogni male, che pone fine ad ogni violenza, ad ogni egoismo, ad
ogni tristezza, ad ogni paura.
Il Natale di Gesù è il dono che Dio fa di sé nel Bambino che nasce a Betlemme. E non possiamo dire che il fatto non sussiste! Colui che è la Parola di Dio si presenta con vagiti umani. Colui che il cielo non può contenere viene adagiato in una mangiatoia. Così Dio si è fatto uomo a nostro vantaggio. Queste le parole di un uomo di Dio: “Uomo, saresti morto per sempre se lui non fosse entrato nel tempo. Mai saresti stato liberato da un’umanità ferita dal peccato, cioè dal rifiuto dell’amore, se lui non avesse assunto la nostra stessa umanità. Saresti rimasto nella tua miseria, se lui non ti avesse usato misericordia. Ti saresti perduto se lui non fosse arrivato. Celebriamo con gioia l’arrivo della nostra salvezza e della nostra redenzione, della nostra libertà” (S. Agostino).
Gesù, il Figlio di Dio, è la gioia di tutto il popolo, di tutta l’umanità. Nella sua piccolezza Egli è già il nostro Salvatore poiché, Dio, Creatore e Signore dell’universo, indica e percorre la via della semplicità, dell’umiltà, abbassandosi; e ci guiderà sulla via dell’amore per condurci a conoscere davvero la gioia annunciata in questa notte. Non solo. La Sua presenza, il suo camminare con noi, è benedizione, è offerta, augurio di pace, è speranza; di più, è certezza di pace, che ci fa amare la vita, questa vita; qualunque essa sia, ora abitata da Dio in persona. Carissime/i, che Gesù sia la gioia di ognuno di voi, della vostra famiglia, come del mondo intero; consolazione, conforto, speranza per i più tribolati. Portatevi da lui gli uni gli altri, incoraggiatevi. Che i pastori vi conducano a Betlemme e che la madre Sua, Maria, con Giuseppe, vi offrano il Cielo disceso sulla terra. Buon Natale!
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