domenica 3 maggio 2026

 BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia

 5° di Pasqua – 03.05.2026

Gv 14,1-12

 

I turbamenti non mancano! Ha un bel dire Gesù: “Non sia turbato il vostro cuore”, agitato, ansioso, spaventato… Sta rivelando ai suoi discepoli il compimento della sua missione, e vorrebbe prepararli al quel momento. Essi non comprendono.  
I turbamenti non mancano neanche nella nostra esistenza; non mancano i motivi per essere disorientati, tristi, spaventati; un po’ ovunque, in famiglia, in questo povero mondo, nelle nostre responsabilità, per noi, per i nostri cari… 

Allo stesso tempo desideriamo un “posto” tranquillo, calmo, sereno, magari comodo; un posto anche remunerativo di tutte le nostre fatiche e premure; un posto dove vediamo realizzarsi le nostre attese, desideri più belli, speranze… Vogliamo e cerchiamo serenità e pace. Chi ci potrà soccorrere? Il Risorto è con noi, è tra noi, è vivente, ma questa presenza ci sfugge, o almeno temiamo che sia così. “Io vado a preparavi un posto”. Quasi Gesù ritorna ad assicuraci di non temere di perderlo, il posto e Lui. Non si dimenticherà di noi, non ci lascerà soli e nei nostri turbamenti: “verrò di nuovo e vi prenderò con me”. 

Condizione? “Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me!”. C’è un posto nella casa del Padre mio dove potete stare bene con me: il Suo cuore. Lì sono sciolti tutti i turbamenti, le paure, le tristezze, perché è la dimora di un amore più grande di ogni cosa; un amore fedele. De resto, “se Dio ci ha dato il Suo Figlio, scriverà Paolo, come non ci darà ogni cosa con Lui”? Ogni cosa che è per il nostro bene, la nostra vita, la nostra felicità!  

“Io vado a preparavi un posto” è una promessa che rivela tutta la tenerezza di Gesù. Non ci consegna mai ad un futuro incerto, ma ci assicura che la nostra vita ha già una dimora presso il Padre Suo e nostro. Tante volte ci sentiamo come fuori luogo, fuori posto, non accolti, senza uno spazio dove far riposare il cuore… Ma Gesù ci rivela che per ciascuno esiste invece un posto pensato, preparato, e custodito, dove possono e devono trovare fine tutte le nostre paure e turbamenti. Non pensiamo subito a quello che ci attende a termine di questa esistenza, che certamente ci sarà, ma, come dice, al suo Cuore, al Suo amore. Ecco il “posto” che nessuno ci porterà via!

“Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”, esordisce Gesù, quando percepisce quello che c’è nell’animo dei suoi e nostro. E ha il coraggio di chiedere tanto anche a noi, perché Egli ha fiducia in noi, e lo fa con le parole di Pietro nella seconda lettura: “voi siete pietre vive”, vive, vivete della mia vita, e a questo “posto” concorrete; cioè concorrete ad abitare, a trovare dimora in Dio lasciando ogni paura e solitudine.  

“Pietre vive” non solo per trovare un posto comodo e sicuro per noi stessi, ma per costruire pure un mondo nuovo, una realtà che tutta trovi compimento e pace in Dio, un’umanità che faccia conoscere la Sua bellezza e bontà. Qui entra in gioco, allora, il nostro impegno di cercare le vie per realizzare una comunità di credenti che sanno di essere da Dio amati e si amino tra di loro, si prendano cura con amore di questo nostro mondo, abbiano premura gli uni degli altri. Non siamo soli per quest’opera di risurrezione! 
“Io sono la via, la verità, e la vita”! Così si offre Gesù alle richieste di chiarificazione di Tommaso e Filippo. La via per andare al Padre, la verità del Suo amore, la vita che ne consegue. “Abbiate fede in me”!... E conclude: “Chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio…più grandi”!