(… altro intervento chirurgico –
26.05.2014)
Annata di tagliandi
per la mia umanità,
a seguire il Maestro
in offerta di carità.
Da primavera all’autunno
oltre l’inverno e l’estate,
sono il fiore e il frutto
di così singolari chiamate.
Non servo ma amico
mi vuole il mio Signore,
egli m’attrezza
di questo corpo e di cuore.
Di tale onore non son degno,
benevolenza e pietà da imparare
nel servizio pastorale
esser pane, sacerdote e altare.
Non da affanni viene il Regno,
del Padre dono e tenerezza,
nello Spirito che fa santi,
da Cristo corpo e sangue vien salvezza.
Serenità mi sorprende,
oso incredibile letizia,
l’incisione del corpo e del cuore
libera a tutti la buona notizia.
Fecondo sia il ministero,
l’offerta bella di me
paziente mite gioioso
in questo passo, Gesù, seguo te.
Quasi colpa avverto invece
il sentire di fratelli la tensione,
e questa sosta ancora imposta
fa misericordiosa la mia missione.
Suvvia, chiamano,
scendiamo nella sala,
anestetico sonno indotto,
non però l’amore in me,
dalla Sua mano sanato e condotto.
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