Santo Rosario – 05.10.2014
Oggi è la festa, come da tradizione, del Rosario.
Onoriamo la Madonna del Rosario, con questa preghiera familiare cui stIamo
davanti a Dio, meditiamo Gesù, con
Maria.
Prima di dire qualche pensiero su questa festa, un
appunto. E’ tradizione buona non quella che mantiene nella nostalgia del
passato o nel rimpianto (Ah si’,una volta era bello!” – guardate dove
siamo finiti con il disfacimento dell’esistenza personale, familiare, sociale),
quella che porta al rinnovamento della vita! La tradizione non ha inciso sulla
vita.
Tradizione e rinnovamento sembrano contraddirsi,
eppure non è così se rettamente intesi.
Bene, teniamo la bella tradizione della festa del
Rosario, come altre, e vediamo in cosa può consistere il rinnovamento per la
nostra vita.
Maria,
madre di Gesù e nostra, che onoriamo oggi come “Madonna del Rosario” è donna
della preghiera; ci insegna che la preghiera non è dire le preghiere e le
orazioni; è stare con Dio in un rapporto d’amore, di intimità, che ci dona lo
Spirito santo; è legame che ci dà vera libertà e ci libera da paura, orgoglio,
presunzione, egoismo.
Pregare è “uscire” da questa prigionia che ci ruba
la speranza, è aprirsi allo Spirito Santo, alle sue sollecitazioni e
suggerimenti, è affidarci alla sua forza; “uscire” con la modalità propria di
ognuno, chi pregando con parole proprie o imparate, con grida e lacrime, con
occhi di stupore, con silenzio, ora davanti alla vita e alle sue vicende, ora
su una pagina di vangelo, ora sostando davanti all’Eucaristia, ora con la
recita familiare dell’Ave Maria o il Rosario…ma tutti con il cuore, con
gratitudine, umiltà e fiducia.
Maria è donna della preghiera perché in lei la
gratitudine e la lode, la consapevolezza di essere piccola, la fiducia grande
nella benevolenza di Dio, - appunto
ricca e piena di grazia – sono tratti interiori e manifesti del suo essere
creatura, della sua femminilità.
E poi, che fa del nostro stare con Dio vera
preghiera è lo stare con i fratelli Non può esistere la “mia” preghiera se non
c’è la “nostra” preghiera. Ecco perché il radunarci, il riunirci casa, in chiesa, nella comunità: perché la
preghiera comune, questo “metterci d’accordo”, avere un cuore accordato con gli
altri – dirà Gesù – è la più efficace. Se non c’è questa armonia, sono tutte
parole inutili e false.
Maria ci aiuta in questo duplice stare: con Dio con il cuore, con i fratelli nella
vita.La parola ascoltata nella prima lettura ci ricorda che lei radunava i
discepoli per invocare con essi lo Spirito, e così, - scrive papa Francesco –
ella ha reso possibile la loro esplosione missionaria, il loro “uscire” nel
mondo ad annunciare il vangelo.
E’ l’effetto della preghiera. Non ci chiude in
recinto, fosse anche il cenacolo, quasi difenderci, ma ci “spinge fuori” con fuoco
di carità e coraggio che è lo Spirito santo. Nelle nostre famiglie, nella
nostra comunità, genitori ed educatori, soltanto nella preghiera possono
adempiere con fiducia e frutto il loro compito d’amore.
Maria è la “missionaria”, comunica a tutti la forza
rivoluzionaria dell’affetto e della testimonianza, fa’ anche di noi
“missionari” dell’amore di Dio.
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