martedì 7 ottobre 2014

OMELIA


Santo Rosario – 05.10.2014

Oggi è la festa, come da tradizione, del Rosario. Onoriamo la Madonna del Rosario, con questa preghiera familiare cui stIamo davanti a Dio, meditiamo Gesù,  con Maria.

Prima di dire qualche pensiero su questa festa, un appunto. E’ tradizione buona non quella che mantiene nella nostalgia del passato o nel rimpianto (Ah si’,una volta era bello!” – guardate dove siamo finiti con il disfacimento dell’esistenza personale, familiare, sociale), quella che porta al rinnovamento della vita! La tradizione non ha inciso sulla vita.
Tradizione e rinnovamento sembrano contraddirsi, eppure non è così se rettamente intesi.

Bene, teniamo la bella tradizione della festa del Rosario, come altre, e vediamo in cosa può consistere il rinnovamento per la nostra vita.



Maria, madre di Gesù e nostra, che onoriamo oggi come “Madonna del Rosario” è donna della preghiera; ci insegna che la preghiera non è dire le preghiere e le orazioni; è stare con Dio in un rapporto d’amore, di intimità, che ci dona lo Spirito santo; è legame che ci dà vera libertà e ci libera da paura, orgoglio, presunzione, egoismo.
Pregare è “uscire” da questa prigionia che ci ruba la speranza, è aprirsi allo Spirito Santo, alle sue sollecitazioni e suggerimenti, è affidarci alla sua forza; “uscire” con la modalità propria di ognuno, chi pregando con parole proprie o imparate, con grida e lacrime, con occhi di stupore, con silenzio, ora davanti alla vita e alle sue vicende, ora su una pagina di vangelo, ora sostando davanti all’Eucaristia, ora con la recita familiare dell’Ave Maria o il Rosario…ma tutti con il cuore, con gratitudine, umiltà e fiducia.

Maria è donna della preghiera perché in lei la gratitudine e la lode, la consapevolezza di essere piccola, la fiducia grande nella benevolenza  di Dio, - appunto ricca e piena di grazia – sono tratti interiori e manifesti del suo essere creatura, della sua femminilità.

E poi, che fa del nostro stare con Dio vera preghiera è lo stare con i fratelli Non può esistere la “mia” preghiera se non c’è la “nostra” preghiera. Ecco perché il radunarci, il riunirci  casa, in chiesa, nella comunità: perché la preghiera comune, questo “metterci d’accordo”, avere un cuore accordato con gli altri – dirà Gesù – è la più efficace. Se non c’è questa armonia, sono tutte parole inutili e false.


Maria ci aiuta in questo duplice stare:  con Dio con il cuore, con i fratelli nella vita.La parola ascoltata nella prima lettura ci ricorda che lei radunava i discepoli per invocare con essi lo Spirito, e così, - scrive papa Francesco – ella ha reso possibile la loro esplosione missionaria, il loro “uscire” nel mondo ad annunciare il vangelo.

E’ l’effetto della preghiera. Non ci chiude in recinto, fosse anche il cenacolo, quasi difenderci, ma ci “spinge fuori” con fuoco di carità e coraggio che è lo Spirito santo. Nelle nostre famiglie, nella nostra comunità, genitori ed educatori, soltanto nella preghiera possono adempiere con fiducia e frutto il loro compito d’amore.
Maria è la “missionaria”, comunica a tutti la forza rivoluzionaria dell’affetto e della testimonianza, fa’ anche di noi “missionari” dell’amore di Dio.






Nessun commento:

Posta un commento