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GENNAIO 2016
Un
bambino ci è stato dato, il suo nome è principe di pace. Così nella notte di
Natale le parole del profeta Isaia. E oggi i pastori risvegliati a questo
avvenimento mentre facevano la guardia al loro gregge vanno, lo incontrano, e
contemplano quell’umile segno: “Maria, Giuseppe e il bambino, adagiato nella
mangiatoia”.
La
pace data al mondo in un bambino: è un immagine, anzi un seme un po’
inconsueto, ma è significativo. Come nella semente è contenuta tutta la
vitalità, la ricchezza, della pianta e dei suoi innumerevoli frutti, così anche
in quel bambino Gesù vi è tutta la pace che Dio vuol dare all’umanità, tutta la
ricchezza di benedizioni per questo mondo. Ma, sempre come semente, tale dono è
affidato agli uomini e alle donne della terra perché sia custodito, coltivato,
fatto crescere. La nostra pace è Gesù, lo conferma anche il nome che gli viene
messo otto giorni dopo e che significa “Dio salva” e così sarà se lo
accogliamo, lo invochiamo, lo ascoltiamo nella sua vita e nella sua parola.
Perché
Dio non è indifferente! A Dio importa dell’umanità, Dio non l’abbandona! Dio è Misericordia , ha cuore per il nostro
mondo, e ha mandato suo Figlio affinché abbia salvezza da tutto ciò che
impedisce la vita, la felicità, la pace di tutti i suoi figli. Pure Maria, con
Giuseppe accanto, è testimone di questa volontà di Dio, che l’ha coinvolta
anche se non la comprende ancora appieno.
Gesù,
volto del Padre misericordioso, ci è stato dato per aiutarci a vincere
l’indifferenza che, scrive papa Francesco nel
suo messaggio per la giornata mondiale per la pace, umilia chi è nella
prova, ci fa fare l’abitudine che rende distratti, ci fa freddi e insensibili
alla sofferenza.
La prima forma di indifferenza è quella
verso Dio. Pensiamo di essere gli autori di noi stessi;
noi ci facciamo da noi; ci sentiamo autosufficienti, ci sostituiamo a Dio, lo
riteniamo ininfluente, inutile. Arriviamo a non avere più bisogno né di Lui né
di nessuno.
Poi c’è l’indifferenza nei confronti
del prossimo. Siamo bene informati tra radio e giornali,Tv, ma siamo così
abituati che rischia di non farci più né caldo né freddo tutto quello che vediamo o sentiamo o
leggiamo. Diventiamo tiepidi, conosciamo vagamente i drammi che affliggono
l’umanità ma non ci sentiamo coinvolti, non viviamo la compassione. E poi
diciamo: non è colpa nostra, non possiamo farci niente.
Non manca l’indifferenza verso questo
nostro mondo, il creato che ci è dato, l’ ambiente che formiamo. Anche
questa, dettata da interessi o comodità, mina una serena convivenza. Vivendo in
una casa comune, non possiamo non interrogarci sul suo stato di salute.
Inquinamento, sfruttamento la distruzione dell’ambiente, sono sovente frutto
dell’indifferenza dell’uomo verso gli altri. Non tocca a me!
Ritorniamo a volgere lo sguardo su Gesù.
Messia di pace. E’ un neonato, è un bambino, è un piccolo, e anche quando
crescerà non verranno meno la sua mitezza e fermezza a perseguire il progetto
del Padre, la combattiva tenerezza del vangelo, misericordia di Dio e la sua
giustizia che vuole l’uomo libero dal male.
“Dio è umile! Noi che siamo orgogliosi,
pieni di vanità e ci crediamo grande cosa, siamo niente! Lui, il grande, è
umile e si fa bambino. Questo è un vero mistero! Dio è umile.” (Udienza Papa
Francesco)
Questa piccolezza a me sembra dire che
non nei grandi e nei potenti di questo mondo dobbiamo contare per avere un modo
di pace. Certo hanno costoro una
pesante responsabilità e noi possiamo sostenerli nei tentativi che
fanno, o che devono fare, con la critica costruttiva, la correzione se
necessario, con la preghiera. Ma non dobbiamo chiamarci fuori perché anche noi
nel nostro piccolo, l’indifferenza non manca e siamo chiamati a vincerla. Noi
tutti siamo stati visitati nell’ nell’ombra di morte che sperimentiamo, ma
siamo anche condotti da Gesù che dirige i nostri passi sulla via della pace.
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