sabato 23 gennaio 2016

OMELIA

 
2° Domenica C –17.01.2016
- Isaia 62,1-5
- Giovanni 2,1-11

Questo conosciuto episodio del vangelo, le nozze di Cana alle quali è invitato Gesù con i suoi, mi suggerisce innanzitutto una domanda, che giro a voi.

Nella vita o alla vita, voi vi sentite chiamati, invitati, o precettati. Sono tre modi diversi per partecipare alla vita. Se ci sentiamo come precettati, cioè costretti, vuol dire che siamo qui malvolentieri, con lamenti e proteste; e chi ci ha mandato qui è crudele. Se ci sentiamo chiamati, chi l’ha fatto fa leva sulla propria autorità, e può essere anche un padre che ci vuol bene. Se ci scopriamo invitati, allora chi ci fa pervenire questa possibilità, fa appello alla nostra libertà, vuol farci un regalo, un dono. Chi è chiamato risponde ad un comando, chi è invitato risponde accoglie un desiderio. Noi siamo nella vita, e siamo con Gesù perché ci tocca, ci comandato, o siamo inviatati.

Si tratta di essere partecipi di una festa. Che ha come scopo la bellezza e la pienezza della vita. vale la pena accettare l’invito di Gesù, che ci porta con sé, perché non si tratta di andare ad un funerale, dove ci tocca sorbirci qualcosa di triste e pesante, ma ad una festa, una festa di nozze. E festa vuol dire allegria, gioia,, felicità…Vuol dire condivisione di tutto questo con gli altri. Non si è mai visto una che fa festa da solo.la festa ha bisogno di inondare, coinvolgere, essere condivisa con altri.

Non sempre la vita è una festa. Ci possono essere motivi o situazioni che cambiano il clima. Come alla nozze di Cana, può finire il vino, e con esso musiche e danze. La presenza di Gesù nella vita può salvare la festa, salvare la vita, farle ritrovare brio e allegria. Anche se noi ci mettiamo quello che possiamo, magari acqua, vale a dire quanto è a nostra portata, e lo mettiamo a disposizione di Gesù, facciamo quello che lui ci dice di fare, come i servi che hanno riempito d’acqua le giare e poi vi hanno attinto per servire in tavolo il vino buono. Ecco cosa fa Gesù per salvare la nostra festa.

Se vogliamo precisare che tipo o motivo di festa è riservato a alla nostra vita alla quale siamo stati invitati e di cui siamo partecipi, allora riconosciamo che questo vino buono è l’amore, quello che Gesù si prepara svelare, a benedire e a donare, visto che questo episodio apre alla sua manifestazione pubblica che sta per prendere il via.

Per oggi non dimentichiamo che siamo invitati ad una festa, e ci sentiamo onorati; ci è chiesto di condividerla con tanti altri; non temiamo di rimanere a secco pur in mezzo alle difficoltà; contiamo su Gesù, che è Dio che vuol gioire per noi e con noi.



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