giovedì 7 gennaio 2016

OMELIA

 
Epifania di N.S.G.C. – 06.01.2016

Quel Bambino, nato a Betlemme dalla Vergine Maria, è “Dio con noi” venuto non soltanto per il popolo d’Israele, rappresentato dai pastori, ma anche per l’intera umanità. E’ il messaggio di questa manifestazione (epifania) di Gesù. Dio per tutti.
La carovana dei Magi è senza fine, ed io l’ho immaginata con il seguito di tutte quelle centinaia di migliaia di uomini, donne, bambini, laceri, affamati di pane e di libertà, di vita, che da tempo camminano in cerca di salvezza, nella speranza di trovare quel “re” che davvero la offra.

I magi soni i primi di questa processione interminabile che attraverso tutte le epoche, ma in particolare ora nella nostra, insegue una stella che non può essere un miraggio, non deve restare un sogno, ma essere un “segno” che noi possiamo indicare e non nascondere. Tutti noi abbiamo bisogno di una “stella” da seguire. Non possiamo rinunciarvi. Ed essere a nostra volta “riflesso”  di questa. “Cammineranno i popoli alla tua luce”. La luce è Cristo Gesù.

In lui è la grazia, la bontà, la misericordia di Dio che abbiamo visto sorgere, e che sperimentiamo nel nostro cielo e sulla nostra via. Così per tutti gli uomini e le donne del mondo affinché anch’essi giungano ad incontrare e conoscere il Salvatore che è nato.
E questa è la meta da cui poi tutti ripartire ogni giorno per un’altra strada, cioè vivere in modo più gioioso, non più angoscioso anche per chi ci sta accanto.

Non neghiamo le difficoltà di questo cammino.
Chi o cosa può oscurare la stella, perderla di vista o meglio nasconderla ai nostri occhi?
La superbia che incontriamo dentro di noi e attorno a noi, la paura di perdere chissà la nostra posizione, come Erode, o la presunzione di sapere ma senza lasciarci cambiare, come i sacerdoti di Gerusalemme… portano la tentazione di abbandonare il cammino, la ricerca, tanto non c’è niente; l’oscurità, la desolazione, il senso di inutilità di tanta fatica, ci prendono. Allora che fare?

Innanzitutto non dimentichiamo che si tratta di cammini lunghi, e possiamo trovare giusta ispirazione e via nella Parola del signore accostata con umiltà, con il cuore inarrestabile di cerca l’amato.Conduce all’incontro con il Bambino e con Maria sua madre, quel Bambino ove Dio si manifesta, in tutta piccolezza e umiltà, mistero in cui Dio si nasconde.

E poi è una questione di occhi! “alza gli occhi intorno e guarda”. Occhi che sanno guardare e vedere. Occhi dilatati, smisurati, occhi profondi, che vedono nel buio. Occhi che sanno sognare, a partire da piccole luci, bagliori improvvisi che avvengono nei cuori. Certo c’è gente che cancella i sogni, ironizza sui desideri, spegne gli slanci della coscienza. Non è un cammino facile. L’Epifania è proprio questione di occhi. E’ vedere l’infinito in un bambino.
La vita cristiana è questione di occhi, è vedere Dio in ogni uomo, in ogni donna, e camminare con loro lasciando rifulgere sul nostro volto la “stella” che tutti e tutto illumina senza ingannarci, senza tradirci, mai.

Che il Signore ci aiuti a tenere accesa la nostra stella, e che noi possiamo esserlo gli uni per gli altri!








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