Epifania
di N.S.G.C. – 06.01.2016
Quel
Bambino, nato a Betlemme dalla Vergine Maria, è “Dio con noi” venuto non
soltanto per il popolo d’Israele, rappresentato dai pastori, ma anche per
l’intera umanità. E’ il messaggio di questa manifestazione (epifania) di Gesù.
Dio per tutti.
La
carovana dei Magi è senza fine, ed io l’ho immaginata con il seguito di tutte
quelle centinaia di migliaia di uomini, donne, bambini, laceri, affamati di
pane e di libertà, di vita, che da tempo camminano in cerca di salvezza, nella
speranza di trovare quel “re” che davvero la offra.
I
magi soni i primi di questa processione interminabile che attraverso tutte le
epoche, ma in particolare ora nella nostra, insegue una stella che non può
essere un miraggio, non deve restare un sogno, ma essere un “segno” che noi
possiamo indicare e non nascondere. Tutti noi abbiamo bisogno di una “stella”
da seguire. Non possiamo rinunciarvi. Ed essere a nostra volta “riflesso” di questa. “Cammineranno i popoli alla
tua luce”. La luce è Cristo Gesù.
In
lui è la grazia, la bontà, la misericordia di Dio che abbiamo visto sorgere, e
che sperimentiamo nel nostro cielo e sulla nostra via. Così per tutti gli
uomini e le donne del mondo affinché anch’essi giungano ad incontrare e
conoscere il Salvatore che è nato.
E
questa è la meta da cui poi tutti ripartire ogni giorno per un’altra strada,
cioè vivere in modo più gioioso, non più angoscioso anche per chi ci sta
accanto.
Non
neghiamo le difficoltà di questo cammino.
Chi
o cosa può oscurare la stella, perderla di vista o meglio nasconderla ai nostri
occhi?
La
superbia che incontriamo dentro di noi e attorno a noi, la paura di perdere
chissà la nostra posizione, come Erode, o la presunzione di sapere ma senza
lasciarci cambiare, come i sacerdoti di Gerusalemme… portano la tentazione di
abbandonare il cammino, la ricerca, tanto non c’è niente; l’oscurità, la
desolazione, il senso di inutilità di tanta fatica, ci prendono. Allora che
fare?
Innanzitutto
non dimentichiamo che si tratta di cammini lunghi, e possiamo trovare giusta
ispirazione e via nella Parola del signore accostata con umiltà, con il cuore
inarrestabile di cerca l’amato.Conduce all’incontro con il Bambino e con Maria
sua madre, quel Bambino ove Dio si manifesta, in tutta piccolezza e umiltà,
mistero in cui Dio si nasconde.
E
poi è una questione di occhi! “alza gli occhi intorno e guarda”. Occhi
che sanno guardare e vedere. Occhi dilatati, smisurati, occhi profondi, che
vedono nel buio. Occhi che sanno sognare, a partire da piccole luci, bagliori
improvvisi che avvengono nei cuori. Certo c’è gente che cancella i sogni,
ironizza sui desideri, spegne gli slanci della coscienza. Non è un cammino
facile. L’Epifania è proprio questione di occhi. E’ vedere l’infinito in un
bambino.
La
vita cristiana è questione di occhi, è vedere Dio in ogni uomo, in ogni donna,
e camminare con loro lasciando rifulgere sul nostro volto la “stella” che tutti
e tutto illumina senza ingannarci, senza tradirci, mai.
Che
il Signore ci aiuti a tenere accesa la nostra stella, e che noi possiamo
esserlo gli uni per gli altri!
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