lunedì 18 luglio 2016

FRAMMENTI
 
17 Luglio 2016

Riprende il cammino…nella MISERICORDIA!
La via quotidiana!

Luca 10,38-42.
La Misericordia, Gesù, non chiede, prima di tutto, di essere…servita e nutrita, come fa Marta “distolta per i molti servizi” nella sua agitazione generosa; chiede di essere… accolta e riconosciuta come Maria, la sorella, che, “seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola”.

“Ai piedi del Signore”, ecco la posizione che mi permette di scoprire, conoscere, accogliere la “parte migliore” della mia vita. E’ quella di essere prezioso ai suoi occhi, caro al suo cuore; Lui è interessato a me ed io da Lui sono amato!
Sì, la “parte migliore” di noi è che siamo amati!
“Ai piedi del Signore” non per sapere o imparare che cosa fare, ma semplicemente per conoscere che siamo amati. Di conseguenza, questo bene che ci portiamo dentro, sfocerà nell’azione, nel servizio. E no lasceremo più sola Marta a correre affannata…

Odio, violenza, morte, divisioni nelle famiglie e nel mondo, scelte che ingannano e portano sofferenza… non è che avvengano perché non sediamo ai piedi di Gesù?
Gli uomini uccidono e fanno del male a se stessi e agli altri non semplicemente perché non amano, ma perché non sanno, non credono che sono amati…

Io, “ai piedi Gesù”, per sentire che sono amato e per imparare, questo sì, come si dichiara e si mostra amore!

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18 Luglio 2016

Riprende il cammino…nella MISERICORDIA!
La via quotidiana!

Matteo 12,38-42.
Che cosa mai possiamo volere per credere alla… Misericordia?
Di quali segni abbiamo ancora bisogno per aprirci ad essa?
Non bastano le morti, le stragi  dell’odio, i disastri dell’irresponsabilità, la violenza, la guerra… e ogni male che rende infelice l’umanità?
Cosa centra tutto ciò con la Misericordia?

Cosa centra la mia malattia, lo sfinimento della mie forze, il deperire del mio corpo, e non solo, con il…medico e la medicina?
Lo scoramento, la solitudine e la depressione che mi tentano, con chi…davvero mi vuol bene e di me vuol prendersi cura?

Anche ciò che mi ferisce, mi turba, mi preoccupa… mi chiede di aprirmi a chi si offre come rimedio, sollievo, medicina, salvezza.
Il male reclama il bene! E lo fa con forza, con violenza, contro i suoi interessi.
E’ paradossale, come l’assetato si apre, nella disperazione o nella fiducia, a ciò che lo disseta.

Non sempre mi fermo” ai piedi del Signore” a scorgere segni di bene, distratto come sono, superficiale, orgoglioso… Gli eventi più tristi invocano ciò che non so riconoscere con stupore e gratitudine nella loro… normale bellezza, nella loro provvidenziale… Misericordia.
Pagano o credente: il cuore umile mi apre alla “cura”, alla salvezza!

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