lunedì 15 agosto 2016

OMELIA

 
20° Domenica C –14.08.2016

- Luca 12,49-53

No, non ci siamo e on ci stiamo. Ma cosa sta dicendo Gesù? E’ fuori di testa! Parala di liti, di scontri, di divisioni che devono avvenire, che è giusto che avvengano. Con tutta la fatica che facciamo per andare d’accordo almeno in casa nostra, in famiglia, ci viene a parlare di divisione? E Lui si propone come colui che la porta.

Non scandalizziamoci in fretta. Motivi di liti violente, baruffe incredibili, divisioni insanabili, ce ne sono fin troppo nelle nostre case, nella nostre famiglie, tra le nostre famiglie…Ma, ma cosa riguardano? Si arriva a litigare per le cose di casa,della famiglia stessa, per i figli, il lavoro, i soldi, le spese, le varie faccende… mamma mia, se cene sono di dispute!
E Gesù viene, invece che a smorzare, viene a incentivare questo clima.
Sì, perché ci sono divisioni cattive e divisioni… buone. Le prime sono determinate da tante cose del mondo, le seconde avvengono a motivo del Vangelo e della sua logica.

Nei contrasti per le cose di questo mondo – anche legittime – si può diventare cattivi, aggressivi, non ci tiriamo indietro, difendiamo le nostre ragioni  con parole e modi non sempre pacifici.
Nei confronti o diversità di vedute a motivo del vangelo e della sua logica, di comportamenti o scelte evangeliche secondo le parole e gli insegnamenti del Signore, i contrasti sono buoni perché…le prendiamo o siamo disposti a perdere senza rivalsa da parte nostra verso gli altri. Con pazienza verso di loro e con fiducia nel Signore, non ci arrabattiamo per la difesa delle nostre ragioni,  non perdiamo la pace se le cose non sono di nostro gradimento. Ci penserà il Signore. A noi rimane la preghiera, il raccomandare chi non ci capisce, il chiedere aiuto per saperci spiegare sempre meglio, dare la nostra bella testimonianza. Lui ci rende forti come Geremia, quest’uomo fedele a Dio e al bene del suoi concittadini che va controcorrente nella sua società e ne paga le conseguenze; come Gesù stesso che, dice l’autore delle seconda lettura, “ha sopportato contro di è una così grande ostilità dei peccatori… perciò anche voi non perdetevi d’animo”.

“Non perdersi d’animo” è l’insegnamento che ce ne viene in mezzo alle divisioni e contrasti a motivo del vangelo. E’ lezione di Misericordia, perché è avere talmente a cuore il vero bene, per noie per gli altri, che non temiamo di essere contestati, derisi, messi in minoranza, messi a tacere… pensiamo quello che può avvenire nelle nostre famiglie, a cui fa preciso riferimento Gesù, nel posto di lavoro, nelle relazioni con gli altri. Misericordia accettare che l’insuccesso di oggi possa diventare il successo di domani. E le contestazioni di oggi diverranno ammirazioni  domani, le parole lasciate cadere saranno raccolte come insegnamenti preziosi lasciati in eredità.

“Non sono venuto a portare pace sulla terra”, una falsa pace, un compromesso, un accomodamento che non fa il bene di nessuno: “va bene così…fanno tutti così… è la moda”.
“Sono venuto a gettare fuoco sulla terra”, ad accendere l’amore che non s’impone dicendo “qui si fa come dico io, se no quella è la porta”. L’amore brucia il male, scioglie i cuori di ghiaccio, illumina…. fa verità accettando anche le conseguenze. I contrasti per il vangelo e le scelte dettate dallo stesso nella vita concreta vissuti nella pazienza, nella fiducia, nella testimonianza sincera, preparano la pace, quella pace che solo Gesù risorto dona a suoi. E di questa noi abbiamo bisogno.






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