20° Domenica C –14.08.2016
- Luca 12,49-53
No, non ci siamo e on ci stiamo. Ma cosa sta dicendo
Gesù? E’ fuori di testa! Parala di liti, di scontri, di divisioni che devono
avvenire, che è giusto che avvengano. Con tutta la fatica che facciamo per
andare d’accordo almeno in casa nostra, in famiglia, ci viene a parlare di
divisione? E Lui si propone come colui che la porta.
Non scandalizziamoci in fretta. Motivi di liti
violente, baruffe incredibili, divisioni insanabili, ce ne sono fin troppo
nelle nostre case, nella nostre famiglie, tra le nostre famiglie…Ma, ma cosa
riguardano? Si arriva a litigare per le cose di casa,della famiglia stessa, per
i figli, il lavoro, i soldi, le spese, le varie faccende… mamma mia, se cene
sono di dispute!
E Gesù viene, invece che a smorzare, viene a
incentivare questo clima.
Sì, perché ci sono divisioni cattive e divisioni…
buone. Le prime sono determinate da tante cose del mondo, le seconde avvengono
a motivo del Vangelo e della sua logica.
Nei contrasti per le cose di questo mondo – anche
legittime – si può diventare cattivi, aggressivi, non ci tiriamo indietro,
difendiamo le nostre ragioni con parole
e modi non sempre pacifici.
Nei confronti o diversità di vedute a motivo del
vangelo e della sua logica, di comportamenti o scelte evangeliche secondo le
parole e gli insegnamenti del Signore, i contrasti sono buoni perché…le
prendiamo o siamo disposti a perdere senza rivalsa da parte nostra verso gli
altri. Con pazienza verso di loro e con fiducia nel Signore, non ci arrabattiamo
per la difesa delle nostre ragioni, non
perdiamo la pace se le cose non sono di nostro gradimento. Ci penserà il
Signore. A noi rimane la preghiera, il raccomandare chi non ci capisce, il
chiedere aiuto per saperci spiegare sempre meglio, dare la nostra bella
testimonianza. Lui ci rende forti come Geremia, quest’uomo fedele a Dio e al
bene del suoi concittadini che va controcorrente nella sua società e ne paga le
conseguenze; come Gesù stesso che, dice l’autore delle seconda lettura, “ha
sopportato contro di è una così grande ostilità dei peccatori… perciò anche voi
non perdetevi d’animo”.
“Non perdersi d’animo” è l’insegnamento che ce ne viene in
mezzo alle divisioni e contrasti a motivo del vangelo. E’ lezione di
Misericordia, perché è avere talmente a cuore il vero bene, per noie per gli
altri, che non temiamo di essere contestati, derisi, messi in minoranza, messi
a tacere… pensiamo quello che può avvenire nelle nostre famiglie, a cui fa
preciso riferimento Gesù, nel posto di lavoro, nelle relazioni con gli altri.
Misericordia accettare che l’insuccesso di oggi possa diventare il successo di
domani. E le contestazioni di oggi diverranno ammirazioni domani, le parole lasciate cadere saranno
raccolte come insegnamenti preziosi lasciati in eredità.
“Non sono venuto a portare pace sulla terra”, una falsa pace, un
compromesso, un accomodamento che non fa il bene di nessuno: “va bene
così…fanno tutti così… è la moda”.
“Sono venuto a gettare fuoco sulla terra”, ad accendere l’amore che
non s’impone dicendo “qui si fa come dico io, se no quella è la porta”. L’amore
brucia il male, scioglie i cuori di ghiaccio, illumina…. fa verità accettando
anche le conseguenze. I contrasti per il vangelo e le scelte dettate dallo
stesso nella vita concreta vissuti nella pazienza, nella fiducia, nella
testimonianza sincera, preparano la pace, quella pace che solo Gesù risorto
dona a suoi. E di questa noi abbiamo bisogno.
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