venerdì 17 febbraio 2017

L' EVIDENZA

 Negare l’evidenza del male è il modo migliore per offrirgli il fianco e dargli carta bianca contro la vita e la felicità che Dio vuole per questa nostra umanità.

Eppure Gesù era stato chiaro nella sua venuta.  
“Sei venuto a rovinarci” (Marco 1,24), gli rinfaccia chi è all’origine del male stesso. 
Come l’Amore ha una fonte inesauribile, ed è il mistero della Trinità, così anche il mistero di iniquità viene da un “produttore” di odio e invidia; tale produzione però cesserà. Quando? 
Alla fine della storia certamente, ma anche quando il cuore dell’uomo si rivolgerà e si consegnerà all’evidenza dell’Amore che Gesù è venuto a rendere manifesto.

Per il momento è lotta tra due evidenze su un campo che esse si contendono, l’uomo. 
Con una differenza: l’amore si propone, si offre, con sincerità, il male s’impone, domina, con la menzogna; l’uno la promessa vera, e ne dà i segni, l’altro l’illusione…falsa. Da una parte la libertà, dall’altra l’oppressione!

Non è vero che l’amore non sa essere forte e travolgente come il male, ma viene nell’unico condizione che rende possibile sperimentarlo e donarlo: la libertà. Mentre il male, che non ha rispetto per nessuna creatura al mondo, vuole soltanto possedere per dare infelicità a chi ne è posseduto.

Il male! Mistero di iniquità che si fa forte della fragilità o precarietà dell’umanità, della natura stessa, del mondo nei suoi elementi. E aggrava la situazione con il concorso della volontà umana che si lascia abbagliare e ingannare; ha come scopo la distruzione di ogni speranza, vita, bellezza… Tutto ciò per cui, invece, agisce l’amore.

L’amore!  Anche ad esso sta a cuore l’umanità così debole ed esposta a pericoli per una misteriosa condizione scelta che è il “peccato”, ma fa di questa “miseria” il luogo della misericordia,della consolazione, del sostegno. E nella morte annuncia la risurrezione!

Evidenza dell’Amore ed evidenza del male. Del Dio Trinità manifestatosi e donatosi in Gesù, consolante presenza tra noi. Del Maligno, inquietante reale spirituale presenza che vi si oppone. Ora mi è chiara l’evidenza dell’uno, ora quella dell’altro. 

A me la scelta della felicità o meno, della vita o della morte, non dimenticando l’originale evidenza della bontà che mi ha voluto e che permane in me e attorno a me, bontà destinata alla pienezza che io voglio godere con i miei fratelli e sorelle per l’eternità.










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