5° Domenica A – 05.02.2017
Il
Signore è vicino, siamo amati, siamo beati! Annuncio delle ultime domeniche.
Oggi la conoscenza di noi viene approfondita, ci viene detto e precisato chi
siamo, quali discepoli di Gesù: siamo sale e luce, sale della terra e luce del
mondo. Presuntuosi? No! Consapevoli della nostra identità, la nostra
definizione di cristiani, dono e responsabilità. Diciamo subito: non per noi
stessi, ma per l’umanità, la sua storia, per gli altri, il mondo intero. Ancora
presunzione? No. Poiché siamo assimilati alla missione di Gesù. Del resto il
sale non è fatto per rimanere nella credenza, con l’umidità si rovina e perde
la sua forza; la luce non è fatta per essere nascosta, soffocata, si spegne.
Prima di specificare i compito del sale e della
luce, una noticina sul quel “siete” che Gesù sembra marcare.
La buona notizia, il vangelo non è un dovere (quello
che si deve fare, anche se poi me lo fa capire!) non è nemmeno un augurio
(quello che speriamo e cerchiamo). Prima di questo è una realtà: quello che Dio
fa per me e quello che io sono per lui.
Gesù non dice “dovete essere” (anche se lascia
intendere che c’è una responsabilità), né dice “siate”, come augurio: No, no.
Dice “Voi siete”. Allora rendiamoci conto e rendiamo grazie di quello che per
bontà e fiducia sue noi siamo. Sale e luce.
Il sale insaporisce il cibo e noi siamo chiamati ad
insaporire la vita, a darle sapore, gusto, a gustarla e farla gustare. Inoltre,
il sale, soprattutto in tempi passati serviva per conservare il cibo, per preservarlo
dalla decomposizione. E quindi vi è per noi il compito di conservare salvare ciò che è buono e bene,
di difenderlo dal male che vorrebbe corromperlo,o decomporlo. La funzione poco
“piacevole”, ma salutare, del sale, è, che messo sulle ferite reca bruciore non
poco, e disinfetta.
Diamo gusto alla vita, difendiamola in ogni sua
espressione, e se necessario, per il bene della stessa non rinunciamo ad essere
medicamento, senza volerle far male ulteriormente, delicati e coraggiosi,
accorti e pazienti nel prendersi cura. E poi è importante…avere sale in testa!
La luce illumina. Allontana e vince le tenebre, il
buio, la paura; fa vedere eventuali pericoli, ma soprattutto la bellezza della
vita, di tante cose che la adornano e la fanno godere, gustare. Ci aiuta a
scorgere la via e ad ammirare il volto di chi ci è a fianco, con noi cammina,
vive, ama, fatica, spera o cerca. La luce ci permette di vedere anche qualcosa
che potrebbe non piacere, quel disordine che ingombra o quella polvere che dà
fastidio; ci consente, ci aiuta a ripulire la nostra esistenza. Né nascosta:
non servirebbe. Né abbagliante: recherebbe solo danno, altri potrebbero
chiudere gli occhi invece di essere incoraggiati ad aprirli. Anche qui,
cristiani delicati, saggi, luminosi. Non dimentichiamo che la fonte della luce
è Gesù stesso, com’egli ebbe a dire. Sale della terra, salvezza e gioia, è Lui.
Noi siamo sale e luce nella misura in cui siamo in
Lui. La vita cristiana con Lui, è vita fatta di sapori e di colori, saporita di
gioia e luminosa nella sua bellezza.
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