lunedì 6 febbraio 2017

OMELIA

5° Domenica A – 05.02.2017

Il Signore è vicino, siamo amati, siamo beati! Annuncio delle ultime domeniche. Oggi la conoscenza di noi viene approfondita, ci viene detto e precisato chi siamo, quali discepoli di Gesù: siamo sale e luce, sale della terra e luce del mondo. Presuntuosi? No! Consapevoli della nostra identità, la nostra definizione di cristiani, dono e responsabilità. Diciamo subito: non per noi stessi, ma per l’umanità, la sua storia, per gli altri, il mondo intero. Ancora presunzione? No. Poiché siamo assimilati alla missione di Gesù. Del resto il sale non è fatto per rimanere nella credenza, con l’umidità si rovina e perde la sua forza; la luce non è fatta per essere nascosta, soffocata, si spegne.

Prima di specificare i compito del sale e della luce, una noticina sul quel “siete” che Gesù sembra marcare.
La buona notizia, il vangelo non è un dovere (quello che si deve fare, anche se poi me lo fa capire!) non è nemmeno un augurio (quello che speriamo e cerchiamo). Prima di questo è una realtà: quello che Dio fa per me e quello che io sono per lui.
Gesù non dice “dovete essere” (anche se lascia intendere che c’è una responsabilità), né dice “siate”, come augurio: No, no. Dice “Voi siete”. Allora rendiamoci conto e rendiamo grazie di quello che per bontà e fiducia sue noi siamo. Sale e luce.

Il sale insaporisce il cibo e noi siamo chiamati ad insaporire la vita, a darle sapore, gusto, a gustarla e farla gustare. Inoltre, il sale, soprattutto in tempi passati serviva per conservare il cibo, per preservarlo dalla decomposizione. E quindi vi è per noi il compito di  conservare salvare ciò che è buono e bene, di difenderlo dal male che vorrebbe corromperlo,o decomporlo. La funzione poco “piacevole”, ma salutare, del sale, è, che messo sulle ferite reca bruciore non poco, e disinfetta.
Diamo gusto alla vita, difendiamola in ogni sua espressione, e se necessario, per il bene della stessa non rinunciamo ad essere medicamento, senza volerle far male ulteriormente, delicati e coraggiosi, accorti e pazienti nel prendersi cura. E poi è importante…avere sale in testa!

La luce illumina. Allontana e vince le tenebre, il buio, la paura; fa vedere eventuali pericoli, ma soprattutto la bellezza della vita, di tante cose che la adornano e la fanno godere, gustare. Ci aiuta a scorgere la via e ad ammirare il volto di chi ci è a fianco, con noi cammina, vive, ama, fatica, spera o cerca. La luce ci permette di vedere anche qualcosa che potrebbe non piacere, quel disordine che ingombra o quella polvere che dà fastidio; ci consente, ci aiuta a ripulire la nostra esistenza. Né nascosta: non servirebbe. Né abbagliante: recherebbe solo danno, altri potrebbero chiudere gli occhi invece di essere incoraggiati ad aprirli. Anche qui, cristiani delicati, saggi, luminosi. Non dimentichiamo che la fonte della luce è Gesù stesso, com’egli ebbe a dire. Sale della terra, salvezza e gioia, è Lui.

Noi siamo sale e luce nella misura in cui siamo in Lui. La vita cristiana con Lui, è vita fatta di sapori e di colori, saporita di gioia e luminosa nella sua bellezza.






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