…dall’omelia
del 01.10.2017
Matteo
21,28-32
Sì
e no! Due brevissime parole, le più brevi affermazioni che troviamo nel
vocabolario. Su queste si gioca l’esistenza, si percorre la nostra via. Sono
come due binari. Ora saltiamo su uno ora sull’altro.
Nella parabola ascoltata, le risposte dei figli, sia
il sì e sia il no, ci appartengono.
I nostri sì tante volte si fermano
alle parole e si tramutano in no; altre volte i nostri no diventano sì. Da cosa può dipendere? Dalla voglia, dalla
stanchezza, dall’interesse, dal calcolo…? Dipendono da chi abbiamo davanti!
Come faccio io perseverare nel mio sì volonteroso senza rimangiarmelo? Come
faccio io a non temere i miei no, e vincere
quel “non ne ho voglia” così familiare?
Dipende
da chi abbiamo davanti? Ecco allora che la buona notizia che riceviamo oggi non
è semplicemente nell’esempio di chi dapprima dice no e poi cambia idea, e
diventa obbediente. Buona notizia, vangelo, è quel padre. Un padre che dice
poco, ma quel poco è assai significativo.
E’ un padre che “rivolge” ai figli. Non alza la
voce, non grida, non comanda, non batte i pugni, non impone. Piuttosto invita,
esorta, forse richiama a responsabilità, chiede, e, persino, potrebbe anche
aver pregato perché la sua richiesta
inizia con quella parola che non è parola di padrone, parola che sa
d’amore e non di dominio: “Figlio”. Chissà con che cuore l’avrà detta!
Conta sui figli, sulla loro maturità, sul bene che vuole per essi, non li
ricatta, e accetta la risposta che danno, in silenzio. Forse noi diremmo è un
padre debole che non sa farsi rispettare. E’ padre che sa amare!
In esso m’immagino qualcosa del volto di Dio. Dio,
che incassa i nostri no come soffre per i sì falsi, vive l’attesa che arriviamo
al ravvedimento. Quel “poi si pentì” della parabola illumina il suo viso
perché rivela che per ognuno, peccatore o prostituta che sia, c’è davvero
questo spazio di ravvedimento. Lo posso anche ingannare, ma non riuscirò mai a
deluderlo. Mi capita dirgli di no. Lo accetta, appunto, confidando che poi il
cuore e il senso di responsabilità che mi ispira mi aiuteranno a ricredermi, a
farmi partecipe protagonista e beneficiario della vigna e dei suoi buoni
frutti.
Nessun
“no” ci allontana dall’ amore, dalla salvezza, che Dio vuole per i suoi figli.
Egli sa che l’amore vincerà.
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