lunedì 2 ottobre 2017

BRICIOLE di PAROLA
 
…dall’omelia del 01.10.2017



Matteo 21,28-32


Sì e no! Due brevissime parole, le più brevi affermazioni che troviamo nel vocabolario. Su queste si gioca l’esistenza, si percorre la nostra via. Sono come due binari. Ora saltiamo su uno ora sull’altro.


Nella parabola ascoltata, le risposte dei figli, sia il sì e sia il no, ci appartengono. 
I nostri sì  tante volte  si fermano alle parole e si tramutano in no; altre volte i nostri no diventano sì.  Da cosa può dipendere? Dalla voglia, dalla stanchezza, dall’interesse, dal calcolo…? Dipendono da chi abbiamo davanti! Come faccio io perseverare nel mio sì volonteroso senza rimangiarmelo? Come faccio io a non temere i miei no, e vincere  quel “non ne ho voglia” così familiare?


Dipende da chi abbiamo davanti? Ecco allora che la buona notizia che riceviamo oggi non è semplicemente nell’esempio di chi dapprima dice no e poi cambia idea, e diventa obbediente. Buona notizia, vangelo, è quel padre. Un padre che dice poco, ma quel poco è assai significativo.


E’ un padre che “rivolge” ai figli. Non alza la voce, non grida, non comanda, non batte i pugni, non impone. Piuttosto invita, esorta, forse richiama a responsabilità, chiede, e, persino, potrebbe anche aver pregato perché la sua richiesta  inizia con quella parola che non è parola di padrone, parola che sa d’amore e non di dominio: “Figlio”. Chissà con che cuore l’avrà detta! Conta sui figli, sulla loro maturità, sul bene che vuole per essi, non li ricatta, e accetta la risposta che danno, in silenzio. Forse noi diremmo è un padre debole che non sa farsi rispettare. E’ padre che sa amare!


In esso m’immagino qualcosa del volto di Dio. Dio, che incassa i nostri no come soffre per i sì falsi, vive l’attesa che arriviamo al ravvedimento. Quel “poi si pentì” della parabola illumina il suo viso perché rivela che per ognuno, peccatore o prostituta che sia, c’è davvero questo spazio di ravvedimento. Lo posso anche ingannare, ma non riuscirò mai a deluderlo. Mi capita dirgli di no. Lo accetta, appunto, confidando che poi il cuore e il senso di responsabilità che mi ispira mi aiuteranno a ricredermi, a farmi partecipe protagonista e beneficiario della vigna e dei suoi buoni frutti.


Nessun “no” ci allontana dall’ amore, dalla salvezza, che Dio vuole per i suoi figli. Egli sa che l’amore vincerà. 












Nessun commento:

Posta un commento