…dall’omelia del 02.11.2017
Commemorazione Defunti
RIPOSO…nell’AMORE
“L’eterno riposo dona loro, Signore, e splenda da essi
la luce perpetua, riposino nella pace. Amen!”
Guardiamo, oggi, con serena nostra consolazione, alla
condizione nel cielo in cui si trovano coloro che abbiamo amato, i nostri cari;
a considerare con fiducia anche la nostra dipartita da questo mondo quando sarà
l’ ora. La morte non è la fine di tutto, tanto meno del bene e dell’amore in
cui ci siamo sforzati di camminare, ma il passaggio alla vita piena che Dio ha
in serbo per tutti i suoi figli, anche se non sappiamo molto della vita che ci
attende.
Il riposo eterno in cui sono i nostri cari, e in cui
saremo noi un giorno, non è uno stato inerte, un sonno che porta oblio su
tutto, assenza di sentimenti e di affetti. Non è nemmeno semplicemente il
riposo dalle fatiche, dalle tribolazioni che qui ci hanno messo alla prova, una
condizione in cui nulla ci può più nuocere. E’ troppo poco! Dio, Padre che ci
ama come una madre, vuole donarci molto di più: vuole tenerci con affetto in
braccio, stringerci a sé con tutta la dolcezza e la tenerezza di cui è capace,
ed è immensa; vuole coinvolgerci pienamente nella sua vita quali figli
prediletti.
“L’eterno riposo” è la nostra vita riposta là da
dove viene, nel grembo di Dio, nella pienezza del suo amore. E’ “rimettere” la
nostra esistenza nelle sue mani, nel suo cuore. Ed è anche questo “dono”
suo. Per questo l’atto della morte può essere, a nostra volta, il momento del
dono più grande che noi facciamo a Dio. Per il quale è certamente gioia
riabbracciarci e averci con sé per l’eternità.
Questo riposo non è oscurità, ma godere della luce
straordinaria che è Dio. “Splenda a essi la luce perpetua”,: questa luce
è la visione del volto di Dio, come un bambino che nasce a questo mondo vede
finalmente il volto della madre sua, autentica luce dell’esistenza. E’ pure
ritrovare il volto caro di coloro che abbiamo amato. E’ un riposo ad occhi
aperti che contempla Dio, la bellezza della strada fatta con i nostri cari,
anche i passi difficili lungo i quali siamo stati sostenuti. Qualche riflesso
di questa luce di cui loro godono già giunga oggi anche fino a noi! E’ per
questo che noi li preghiamo i nostri defunti: ci ottengano un po’ di quel
riposo e di quella pace in cui essi sono.
“Riposino in pace”. Non più angosce né desideri,
nemmeno non più fede né speranza per loro: non ne hanno bisogno, sono nella
visione, sono nella pace, sono in Dio per l’eternità dove ci attendono, da dove
ci incoraggiano, e vengono in nostro aiuto. Sì, “Amen”!. Benedetto sia
Dio, lodato e amato dai suoi santi, dai
nostri cari, da noi tutti. Il nostro cuore solo in Lui trova l’eterno riposo,
la felicità per cui è stato creato. Così è e così sarà!
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