SARA’ NATALE
Avanzan gli anni
nel ministero amato,
in grazia e gioia
ogni dono è dato,
senza fine la carità,
in altri pensieri
vibra umanità.
In lungo e in largo
non è fermo l’andare,
paziente fiducia
e continua l’amare,
ancora di lieta novella
si tinge l’autunno
età feconda e bella.
Alberi spogli,
cadon le foglie,
rosicchiar di passi
vivacità non toglie,
della sera l’imbrunire
calma pure le voci,
i rumori e ogni dire.
Domestico riposo,
cara buona pace,
al familiare desco
ogni dissidio tace,
narrar della giornata
é pane condiviso
della fatica portata.
Al freddo mattutino
non s’affretti breve il giorno,
serale umidità
a togliere luce intorno,
venga essa dell’amore
in ogni casa e petto
a custodir caldo tepore.
Mette fretta l’amore
ritardi non concede,
anticipa l’abbraccio,
la carezza, e la fede,
anzi tempo io canto
prodigio tra preci
mai atteso così tanto.
Arrivan giorni di bontà,
di letizia sinceri,
a cuore e affanni
non cedano pensieri,
la vita il cielo vale,
anche Dio la sceglie,
e sarà Natale.
Macchè inverno,
già il Germoglio preme,
in grembo verginale
vive nostra speme,
non tristezza e noia,
augurio di regger sani
l’infinita gioia.
Il Salvatore, il solo,
è Dio in carne umana
adagiato, piccolo, debole,
d’amore profumo emana,
in rustica culla,
a pastori, greggi e poveri,
di più bello non v’è nulla.
Dal buio e inganni
al Bambino vanno,
sorpresi, curiosi, solleciti,
una speranza hanno:
per celestial tenerezza
loro sorte da tutti fuggita
veste divina bellezza.
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