… nella Vigilia - 24/12/2017
A poche ore dal Natale di Gesù, e
a fronte di tante corse e preparativi che impazzano secondo tradizione, a
fronte di tante parole anche belle di augurio che si moltiplicano, ci è data la
Parola di un incontro… d’amore!
L’incontro tra noi e Dio avviene
innanzitutto nell’ intimità del cuore, nel segreto della nostra casa, dentro di
noi, nella semplicità e nella custodia delle relazioni più care, delle amicizie
più belle. E’ quello che vive Maria, promessa sposa a Giuseppe, nella sua casa
di Nazareth. Celebreremo il Natale anche nella ressa delle nostre chiese che
stanotte si riempiranno, nella festa delle nostre famiglie che si riuniranno.
Faremo festa insieme, ma soprattutto faremo Natale se conserveremo
l’interiorità, anche un po’ di silenzio, di calma, di ascolto, per cogliere
quello che ci dice Dio, quello che ci sussurrerà il bambino di Betlemme.
Con l’intimità è lo stupore,
anche turbamento, dice il Vangelo, a proposito di Maria al sentire le parole
dell’angelo. Non solo la commozione davanti alla poesia che il Natale ispira,
ma pure la sensazione di trovarci davanti a qualcosa di grande, di inaudito, di
tanto atteso, vale a dire l’Amore, la vicinanza di Dio che ci abbraccia, ci dà
pienezza di vita, ci fa vivere con gioia e speranza la nostra esistenza. Lo
stupore che prende Maria vogliamo per noi, oltre le luci, i colori, i canti, e
dentro i sorrisi, i saluti, gli abbracci che ci regaleremo.
Intimità e stupore per aprirci a
Dio, al suo progetto, e al mondo che egli vuole sappia di quanto sia amato. Ecco
la disponibilità, manifestata da Maria che all’ Amore di Dio si concede. Lo
accoglie, gli da carne, tutta l’umanità con cui si rivela e viene a noi. Nei
nostri buoni propositi vorremmo dare una casa a Dio, ma sarà Lui che ci precede
affidandosi umilmente alla nostra vera disponibilità. “Eccomi. Avvenga per me
secondo la tua parola”, è la risposta al Si di Dio che ci dà il Salvatore.
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