…dall’ omelia del S.Natale 2017
Carissimi tutti, non abbiamo la
presunzione di collocarci, al momento, tra gli angeli in questa Santa Notte, Ma
possiamo e vogliamo sperare, augurarci, e pregare, che siano in noi, però, lo
stupore, la meraviglia dei pastori convenuti lì, nella grotta di Betlemme.
Chissà quante volte avevano visto nascere un bambino mentre erano a fare la
guardia, come quella notte, alle loro greggi. Non poteva essere una novità. Ma
quel Bambino sì. Lo era.
Erano stati sorpresi da uno
strano annuncio, con luci, canti, una promessa di gioia. Li aveva svegliati,
forse spaventati, poi incuriositi; un tocco di grazia: chi era nato? Chi era
quel Bambino così simile a tutti gli altri, che come tutti i neonati, viveva di
baci e sapeva di latte.
“E’ nato il Salvatore, che è
Cristo Signore!”. Stupore, meraviglia, non certo comprensione. Una segreta
speranza, senza farsi illusioni, che fosse accaduto qualcosa a cambiare le
cose, che Qualcuno fosse venuto a dare…salvezza.
Gesù, il Cristo Signore, è la
salvezza. Questo bambino è il Salvatore, perché è il Figlio di Dio, è Dio con
noi, l’Emmanuele, fattosi carne, uno di noi.
Può risultarci difficile
comprendere la presenza di un Salvatore, o perché siamo troppo rassegnati o
disperati nelle nostre condizioni, problemi e sofferenze, cattiverie, o perché
ci sentiamo fin troppo sicuri o gestori del nostro benessere.
Eppure questo Bambino nasce per
noi, per quanti tra noi sono bisognosi e affamati di speranza, di vita, perché
ci riprendiamo, per quanti pensano di star bene, perché, se necessario, ci
ravvediamo, scopriamo che cosa o chi ancora manca perché la felicità, la pace,
la quiete, siano vere, piena la vita.
Il Salvatore assume e vive tutta
la nostra realtà bella e ferita, felice e triste che il peccato e chi lo
orchestra, vuole distruggere o rendere ancor più pesante. Il Natale è la festa della fede
nel Figlio di Dio che si è fatto uomo per ridonare all’uomo la sua dignità
filiale, la sua bella e piena umanità
No, non ci sono altri salvatori,
maestri, guide o guaritori¸ né possiamo darcela da noi stessi la salvezza con
dottrine, tecniche o pratiche, scelte di vita, che ci allontanano da Cristo
Gesù, da questo Bambino, e stravolgono la Sua verità. Sono soltanto
un’illusione di pace o di benessere. Egli solo, come annunciava la prima
lettura, e ha poi mostrato nella sua vita, è il principe della pace, nel mondo,
attorno a noi, in noi.
Un Salvatore facciamo fatica a
vederlo in un Bambino. Non mostra segni di potenza e di grandiosità. La salvezza
non sta nel potere, nella grandezza, nella ricchezza, nella conoscenza che
cerchiamo di acquisire secondo varie filosofie, neppure nell’ assenza di
fragilità e debolezza. Ci è data in una creatura che ha bisogno di essere amata
e per questo risveglia in noi l’Amore; un Amore fasciato di umanità e adagiato
per nutrire e dare vita a chi si accosta a Lui.
Di questo Amore, di questo
Bambino, di ogni bambino, di ogni uomo e donna che lo reclamano, vittime di
odio, di violenza, di inganni, vogliamo prenderci cura, fasciandoci e fasciando
ogni cosa di vera umanità,
A fronte di dubbi e paure, ci
soccorrano le parole dell’angelo: “non temete: ecco c’è una grande gioia per
tutti”.
Tra le grida di questo mondo
tocchi il nostro cuore il vagito di quel Bambino e il pianto di ogni bambino,
di ogni persona rifiutata. E per coloro che in questa santa notte di teneri
affetti sono nel buio della prova, sentono l’assenza della persona più cara,
conoscono solitudine, angoscia e preoccupazioni, sia certezza il canto degli
angeli: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che
egli ama”. Buon Natale!
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