...nell'omelia
4° di Pasqua C – 12.05.2019
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Giovanni 10,27-30
Quarta domenica del tempo pasquale, domenica del buon
pastore che è Gesù, ora il Risorto; è colui che ha dato e dà la vita per coloro
che il Padre gli ha affidato. Il suo amore si manifesta attraverso due espressioni
che dovremmo comprendere bene, perché appartengono alla nostra umanità.
"Le
mie pecore ascoltano la mia voce e mi seguono",
E
continua: “Nessuno può rapire dalla mia mano coloro che il Padre mi ha dato”.
La
voce, la mano, per dire e dare amore!
- Riandate
con la memoria al vostro primo incontro con la persona che amate o che avete
amato. Penso, non sbaglio di molto, se dico che un effetto forte, quello che vi
ha preso il cuore, è stato il modo con cui quella persona si è rivolta a voi,
il tono usato, la voce. La sua voce vi ha ammaliato, affascinato, corteggiato…
Le parole, magari non le ricordate, ma il suono, il tono, la musica, di quella
voce è ancora vivo.
“Quante volte te lo devo ripetere?”, dice la mamma al figliolo. “Tutte le volte che voglio ascoltare la tua voce. E’ unica!” Anche
nei momenti in cui l’amore sembra incrinarsi: “dimmi qualcosa, ma parlami”. Oppure al telefono con la persona amata: “ti ho riconosciuto dalla voce. Prima ancora
di quello che hai da dirmi, mi è cara la tua voce, e già vedo il tuo volto, già
sento il tuo cuore”. Le parole verranno dopo.
Seduzione
di una voce. Quella di Gesù. Dice amore. Ascoltarla è la nostra gioia. Seguirla
la nostra vita!
Ascoltiamo
la sua voce prima ancora delle cose che ha da dirci. Ci leghiamo alla sua
persona, crediamo in lui, in lui poniamo la nostra fiducia, e a noi Egli dà “la
vita eterna”.
- La
voce può esprimere tenerezza. La mano offre sicurezza! Quanto ci sta a cuore la
sicurezza! Rinunciamo magari alla tenerezza che giudichiamo debolezza,
ingenuità, ma alla sicurezza no: nel lavoro, nella famiglia, nella casa, nelle
relazioni, nei nostri risparmi, nella salute, nel presente e nel domani…
Le mani quanto sono importanti
per dare amoree sicurezza! Sono il terminale del cuore.
Quelle di Gesù, poi,
sono quelle del Padre; e quelle nostre,
come quelle di Gesù.
La
conseguenza di questo amore, fatto di voce da ascoltare e mano che ci tiene
stretti, è che non possibile perdersi. A volte, davanti alle vicende
dell’esistenza, sorpresi da eventi inattesi o da scelte sbagliate, ci sentiamo
veramente come perduti. Ma Gesù s’impegna che nessuno vada perduto e che niente
e nessuno possa portarci via dalla sua mano. Egli è mite, buono, ma è anche
forte, deciso, ben pronto a difendere coloro che il Padre gli ha dato. E non ci segue a distanza. Ci tiene nella sua
mano e per mano ci conduce
Oggi è giornata di
preghiera per le vocazioni sacerdotali. Preghiamo, sì, perché ci siano fratelli
e sorelle che colgono dalla voce di Gesù la chiamata a seguirlo su questa via.
Preghiamo perché, noi, con la nostra vita possiamo farci voce di Gesù educando
al Vangelo nelle nostre famiglie e comunità. Preghiamo perché la mano di Gesù protegga
tutti i suoi discepoli e in particolar modo coloro che nella Chiesa, preti,
religiosi, missionari, consacrati, servono con il cuore e danno la vita come
l’unico buon Pastore, Gesù.
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