...nell'omelia
5° di Pasqua – 19.05.2019
- Giovanni 13,31-35
Da due parole, due termini,
apparentemente contrari l’uno all’altro, scaturisce la vita cristiana, sono
Vangelo: la “tribolazione” e la “glorificazione”.
Paolo e Barnaba, nel predicare il
vangelo, dicevano che “dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte
tribolazioni”. Quella vita nuova portata da Gesù, che è gioia, pace, amore,
fraternità giustizia, avrebbe un prezzo notevole, questa “molte
tribolazioni”. E noi in questa parola, “tribolazioni”, vediamo tutte
le preoccupazioni e tutta la fatica per vivere da cristiani oggi.
Queste “tribolazioni” non affossano la buona volontà, anche se ci
mettono alla prova, perché ricevono luce dall’altro termine, che ritorna più
volte nelle parole di Gesù: “glorificazione”. “Ora il Figlio dell’uomo è
stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato
in lui, anche Dio lo glorificherà”. Il verbo “glorificare”,
“glorificarsi”, che rimbalza tra Dio e il Figlio Suo, Gesù, non è un “esaltarsi
a vicenda”. E’ bene-dirsi, stimarsi, amarsi. Quello che c’è, appunto, tra il
Padre e il Figlio Suo.
Essere glorificati, essere nella
gloria, ricevere gloria, non è essere esaltati, applauditi, incensati da tutti;
ma equivale ad essere oggetto e soggetto di amore. Non glorifichiamo Dio costruendo
chiese o capitelli, templi o cattedrali, ma riconoscendo il suo amore e, nelle
nostre possibilità, restituendoglielo.
Ciò che consente ad una vita
cristiana tribolata e fa tribolare di volgere in una vita cristiana glorificata
e che dà gloria, è “il comandamento
nuovo” : “che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi
anche voi gli uni gli altri. da questo tutti sapranno che siete miei discepoli:
se avete amore gli uni per gli altri”.
Comandamento nuovo? Dove sta la
novità se già nell'Antico Testamento era scritto: "Ama Dio con tutto il
tuo cuore" "e ama il prossimo come te stesso"? Sta in quella
piccolissima particella "come". Amarci come Gesù ci ha amati!
Potremo obiettare che ci vogliono
le condizioni ottimali per amare! Ma Giovanni racconta che il comandamento
nuovo di Gesù, Gesù l’ha messo tra il tradimento di Giuda, appena egli è uscito
per consegnarlo ai nemici, e la presunzione di Pietro che di lì a poco
l’avrebbe rinnegato.. No, non c’erano quindi le condizioni ottimali attorno a
Gesù per fare una consegna così importante. Egli lo sapeva. Ma ottimale,
grandissimo, era il Suo Amore!
Con questo comandamento nuovo,
seguendo quel “come”, si realizzerà la visione di Giovanni descritta nella
seconda lettura. “Un cielo nuovo e una terra nuova…Dio abiterà con gli
uomini, e asciugherà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né
lutto né lamento né affanno…”
La tribolazione confluirà nella
glorificazione, e la tristezza si cambierà in gioia!
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