...nell'omelia
19° Domenica C – 11.08.2019
- Luca 12,32-40
La vita cristiana, al seguito di Gesù, si svolge tra
due…carezze!
La prima, quella certa, sicura, affettuosa, che
viene dall’ assicurazione con cui si apre il Vangelo oggi, e che ha
nell’espressione “piccolo gregge” il
tocco più delicato. “Piccolo” non è indicativo di un minuscolo numero; lo può
anche essere, visto a chi è presumibilmente rivolto da Gesù, tanto più se ci
guardiamo attorno noi oggi. Ma a me fa immensamente bene perché quel “piccolo”
mi richiama attenzioni, coccole, incoraggiamento da parte di chi mi vuol bene,
come una mamma con il suo bambino: “piccolo mio, tesoro mio…”e poi “non temere”. Sì, mi fa bene che Gesù mi
e ci chiami “piccolo gregge”,
incoraggiandoci ad aver fiducia, coraggio, bella intraprendenza negli impegni
della vita. Questa tenerezza, mista a sprone, è confermata dal fatto che “al
Padre vostro è piaciuto darvi il suo Regno, la vita”, e sono io, sono qui, dice Gesù. Egli è il primo che fa quello che dice: “dov’è il vostro tesoro, là
sarà anche il vostro cuore”. Noi siamo il suo tesoro, con noi è il suo
cuore, il suo amore.
La
seconda carezza sta nella promessa: “Beati quei servi che egli troverà
svegli. Si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a
servirli”. “Saremo sorpresi, all’arrivo del padrone, dell’inversione dei
ruoli: noi, il Signore, Lui a nostro servizio. Sarà la nostra beatitudine.
Saremo beati, cioè avremo una riprova di quanto siamo amati, di quanto gli
stiamo a cuore. Anche l’averci affidato la responsabilità di prenderci cura di
questa casa comune, dice che ci vuol bene e che conta su di noi. La conferma,
poi, ci strabilierà!!! Ci riempirà di gioia! E quel “non temere, piccolo
gregge” dall’essere un’affettuosa raccomandazione si tramuterà in un
gioioso comando: “Siate nella gioia e state contenti perché i vostri nomi
sono da tempo scritti in cielo”.
Questa è la vita
cristiana! Tra due carezze inimmaginabili! Comincia qui con una carezza, un
dono già ricevuto e si completerà alla fine della notte con un’ altra. Non siamo noi, servi, che facciamo qualcosa
per Dio, ma è Dio che fa e farà tutto per noi, suoi figli. Sì, due carezze
inimmaginabili io vivo!
Che ogni giornata inizi
e si concluda con un abbraccio, un sorriso, un saluto caro, una carezza, ricordo
e annuncio di ciò che Dio fa con noi e per noi.
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