lunedì 21 dicembre 2020

BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia

4° Avvento  B - 20/12/2020

2Sam 7,1-16  - Luca 1,26-38

Fra qualche giorno faremo Natale. Sbagliato. Il Natale non viene da noi. Il Natale di Gesù, viene da Dio. E’ dono suo. Ce lo dice anche la Parola che stamattina abbiamo ascoltato.

A Davide, il re, che pensa di fare cosa doverosa verso Dio proponendosi di costruirgli una casa, una casa Dio che cammina con il suo popolo, Dio stesso fa sapere attraverso il suo profeta che Egli gli farà una casa, anzi un casato, una discendenza, Egli s’inserirà per sempre nella sua storia e nella storia della sua famiglia e quindi dell’umanità, con una presenza singolare

A Natale Dio Padre ci regala il Figlio Suo, appunto l’Emmanuele, Dio con noi. Dio si regala a noi come gesto di amore preveniente, di bontà, di Grazia che ci precede e che va oltre che nostre aspettative. Ed è Lui che si fa strada per venire a noi.

La Grazia, la benevolenza di Dio, è una delle due corsie di questa strada che consente l’incontro suo con noi, incontro che ci dà salvezza. Viene da Lui, discende verso di noi in Maria:  “rallegrati, piena di grazia…hai trovato grazia presso Dio”, è l’annuncio.

L’altra, che possiamo dire sale, è la fede di Maria nella sua risposta: “Eccomi…avvenga per me secondo la tua parola”. A dire il vero in Maria l’atto di fede fu suscitato dalla grazia dello Spirito Santo. E’ come un’invasione di corsia da parte di Dio, non per causare disastri, ma per sollecitare la risposta. La fede, per rimanere in quello che succede a Nazareth, è una specie di concepimento. La creatura non può farlo da sola; Dio perciò l’aiuta senza toglierle la sua libertà.

Grazia e fede sono le due corsie che ci conducono all’incontro che dà salvezza; oppure i due piedi per camminare in un’unica direzione verso la pienezza della vita o le due ali per volare in essa.

Vogliamo dire a Dio, non certo con superficialità, ma con sincera preghiera, le parole stesse di Maria: “Eccomi, sono il servo, o la serva, del Signore: si faccia di me secondo la tua parola! “. Non in uno stato d’animo di mal celata rassegnazione, come chi, chinando la testa, dice a denti stretti: “ Se proprio non si può farne a meno, ebbene si faccia la tua volontà! “. Maria ci insegna a dirlo diversamente. Sapendo che la volontà di Dio a nostro riguardo vuole il nostro bene, il bene di questo mondo, noi diciamo, pieni di desiderio e quasi con impazienza, come Maria: “Si compia presto su di me, o Dio, la tua volontà di amore e di pace!

Sulla scia di Maria, come punta di un vascello, che in questo mare della vita ci apre alla speranza e ci fa avanzare nella carità, andiamo all’incontro con Gesù che viene ed è qui. Non temiamo di essere contagiati dalla sua fede. Questo contagio non è per la morte, ma per la vita.




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