lunedì 21 giugno 2021

BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia

12° Domenica B – 20.06.2021 

Giobbe 38, 1.8-11  -   2 Cor 5, 14-17   -   Marco 4, 35-41

Poco fa abbiamo pregato: “…rendi salda la fede dei tuoi figli, perché nelle tempeste della vita possano scorgere la tua presenza forte e amorevole”. Questa presenza di Dio è il Suo amore fedele, amore che ci fa creature nuove, amore stabile e sicuro.

“Rendete grazie al Signore. Il suo amore è per sempre.” Così al Salmo. Ecco l’amore fedele, che non delude, non viene mai meno. Gesù lo incarna. Lui non si stanca mai di volerci bene, di sopportarci, e ci accompagna nel cammino della vita, nei momenti belli e in quelli difficili; quando il mare è calmo e quando siamo nella tempesta. E se dorme ci dà lezione di come dobbiamo stare se le acque sono agitate e burrascose: non temere perché Lui è sempre con noi.

L’amore di Dio, l’ ha ricordato la seconda Lettura, fa nuove tutte le cose, e placa le acque. Per la propria incapacità di cavarcela da soli nel pericolo, grazie alla confidenza che ci fa gridare a lui la nostra paura, Egli prende le nostre difese. E impone a ciò che ci spaventa: “Taci, calmati”. Comunque, non si può essere credenti senza fare il conto con la paura e senza consegnarla a Gesù. “Perché avete paura? Non avere ancora fede” E’ un benevolo rimprovero che induce a conoscerlo, a familiarizzare, a seguirlo sempre più.  

Davvero l’amore di Dio è stabile e sicuro. E’ più potente di un mare impetuoso ricordato nella prima lettura che con l’orgoglio delle proprie onde minaccia, quasi uragano tremendo, chi osa attraversarlo. A volte abbiamo la sensazione che la nostra esistenza sia un mare in tempesta e temiamo di non uscirne vivi. Gesù manifesta questo amore di Dio quando placa la tempesta, comandando al vento e al mare.

Ma prima, annota il vangelo, se ne sta a poppa, sul cuscino, e dorme profondamente, della grossa, come si dice. Non è assenza, silenzio, disinteresse per quello che sta accadendo. Quel particolare del cuscino sul quale Gesù sta proprio comodo, immerso nel sonno e nella bufera, come il bambino, sereno e tranquillo in braccio a sua madre, recita un salmo, è  l’immagine della fede: imparare a dormire in mezzo alla tempeste.

Non è davvero una buona notizia questa? Imparare a non perdere mai la serenità e la calma, poiché Egli è con noi. La sua Parola, è sì comando a ciò che ci turba, “Taci, calmati”. Penso che soprattutto lo dica al nostro cuore: “Taci, non agitarti, non avere paura. Tieni il tuo cuore nella pace, anche in mezzo alla tempesta”.


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