BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia
Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù – B – 11 Giugno 2021
Osea 11,1-9 - Efesini 3,8-19 - Giovanni 19,31-37
La solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù non è una ricorrenza devozionale che muove sentimenti e suscita emozioni. E’ ricorrenza liturgica, cioè preghiera della Chiesa che celebra e adora il mistero che sta al centro della relazione tra Dio e la creatura, tra il Padre e i suoi figli; è invito sì a renderci conto di questo centro, a contemplarlo, ma anche a farlo centro motore della nostra vita. Questo centro è l’Amore di Dio riversato nel cuore umano di Gesù, e di qui, speriamo e preghiamo, anche nel nostro.
Di che cosa vive il cuore? Il cuore vive del sangue che lo attraversa e che questo organo del corpo pulsa e pompa perché raggiunga tutte le membra, consenta a esse di svolgere la loro funzione, di contribuire alla salute del corpo, al benessere fisico e psichico della persona. E che cos’è il sangue, in specie, quello di Gesù, alla luce della Parola di Dio che abbiamo ascoltato qualche giorno fa nella liturgia della Solennità del Corpus Domini? Quest’anno l’annuncio che ne veniva fatto, chi chiamava a nutrirci e ad adorare il Sangue dell’Alleanza, il sangue dell’Amore preveniente, fedele, indomito, salutare, di Dio datoci in Gesù e che arriva a noi grazie allo Spirito Santo. Il cuore vive d’amore! Il Cuore di Gesù in particolare misura, anzi senza misura, visto che è di un’ ampiezza, lunghezza, altezza, profondità, impensabili; un cuore quadrimensionale, quasi ad indicare che raggiunge le dimensioni dell’universo infinito.
Il cuore umano di Gesù, quel cuore che ha conosciuto tutti i sentimenti umani che rivelano l’amore, dalla gioia alla sofferenza, dalla pazienza, alla generosità, dalla mitezza alla dolce fermezza, dall’umiltà alla fortezza, dall’attesa di ricevere amore alla misericordia per non averlo avuto…quel cuore, alla luce della Parola ora ascoltata, è portatore dell’Amore paterno e materno di Dio. Attraverso le parole riportate dal profeta Osea è un cuore capace di tenerezza, di cura, di delicatezza, di commozione e di compassione; non dà spazio ad un ardore che è spesso in noi diventa impazienza e sfiducia. Così è il cuore di Gesù!
Ancora. Il cuore umano di Gesù, vale a dire l’Amore che in Lui supera ogni conoscenza, ogni immaginazione, sfugge, come dicevo ad ogni misurazione, ad ogni calcolo che a volte noi lo sottoponiamo per vedere quanto sia possibile tirare la corda con la sua mitezza e bontà, per fare un po’ i nostri interessi, non fidandoci sempre di Lui. E’ ricco di una multiforme sapienza di Dio in cui troviamo la bella e vera libertà da catene che vorrebbero imprigionare il nostro cuore e ci aiuta a piegare le ginocchia, che non è umiliazione, ma consapevolezza che ogni bene viene da Dio.
A questo punto, guardando a Colui che è stato trafitto, come narra il vangelo di Giovanni, riconosciamo, adoriamo, un cuore squarciato. Il cuore di Gesù, è un cuore squarciato. Dalla lancia? Fisicamente lo è stato, ma non poteva non esserlo, non poteva non esplodere d’amore quel cuore e riversare tale amore, nel sangue e nell’acqua, sull’umanità per bagnarla, purificarla, risanarla, ridarle vita, la Sua vita. Un cuore squarciato dall’amore è quello di Gesù, conosce la sofferenza, ed ha un amore che non può essere contenuto. Non è il sangue di una esecuzione quello che fuoriesce, ma quello di un parto, doloroso, che dà la vita ad altri.
Tra le invocazioni con cui ci si rivolge al Cuore Sacratissimo di Gesù, poiché anche se umano è pur sempre quello del Figlio di Dio, noi diciamo, facendo eco al dialogo tra Gesù e Santa Faustina, la santa della Divina Misericordia, “fa’ il mio cuore simile al tuo”. Prima di raggiungere questa somiglianza, che è totalmente azione di Dio, lasciamoci da esso coinvolgere nel lodarlo, benedirlo, adorarlo. Per ognuno ci può essere un tocco personalissimo, ma sarà una grazia che renderà il nostro cuore capace di amore paterno e materno, di una fraternità ampia e senza confini, un cuore che non si scoraggia e non teme di essere squarciato dall’amore perché altri abbiano la vita.
Nessun commento:
Posta un commento