martedì 8 giugno 2021

BRICIOLE di PAROLA...

Maria nella casa di Nazareth  - 2 ° Meditazione – Lonigo 08.062021

Dopo essere stati stamattina nella casa di Zaccaria ed Elisabetta, in occasione di questa visita che anche a noi ha fatto oggi Maria nell’immagine della Madonna di Loreto, ritorniamo, con questa breve meditazione,  a Nazareth, poiché lì ella è diventata la Madre di Gesù, la madre del Figlio dell’Altissimo, la madre di Dio. E’ il mistero dell’Incarnazione che noi adoriamo e onoriamo Maria perché è stata, con pieno consenso e libertà, strumento di grazia di tanto prodigio. Chi era e come avviene questo coinvolgimento, affinché anche noi possiamo passare dal turbamento davanti alle proposte che Dio ci fa all’abbandono pieno di fiducia e obbedienza alla Sua volontà?  Ci soffermiamo su alcune parole del vangelo ascoltato.

“L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria…”. Questa ragazza, semplice, abita in un villaggio qualunque, pure disprezzato (“Da Nazareth può venire qualcosa di buono?” diranno i detrattori di Gesù). Maria appartiene al popolo e vive, condivide l’attesa,  pazienta per la venuta di un salvatore. Vive , porta in sé, tutti i sentimenti, le prove, le speranze dei suoi compaesani, della sua gente. Questo è invito anche a noi, pur vivendo nelle nostre case, ad avere un sentire comune, una speranza comune, a desiderare, e fare ciò che ci compete per la nostra parte, che arrivi un mondo migliore, una salvezza per questa umanità. Maria vive e condivide la storia del suo popolo. Gli appartiene, come appartiene a Dio che la sceglie per mandare a noi Suo Figlio nella carene di Gesù. Non possiamo essere e rimanere rinchiusi nel nostro piccolo mondo e pensare solamente a noi stessi. Vogliamo sentirci, ce lo insegna questa ragazza, nostra Madre, uniti nella speranza  e nell’impegno. A partire dalla preghiera, dall’ascolto della Parola di Dio, dalle responsabilità che abbiamo in casa nostra e nella società.

“Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo.” Allegrezza e turbamento, serenità e preoccupazioni, pace e timori, sono entrambi, all’ordine del giorno, in noi. In alcuni momenti prevale uno, ora l’altro. Innanzitutto impariamo ad accettare che lo cose stanno inizialmente così, per non essere superficiali o depressi. Ma se c’è una precedenza da riconoscere al nostro animo, alla nostra condizione di vita, beh, noi che stiamo attenti ai comandamenti del Signore, non dimentichiamo che Dio ci ordina di rallegrarci! Tante espressioni dei profeti lo riportano: Isaia 66,10 – Zaccaria9,9 – Sofonia 3,14. Ma noi sappiamo rallegrarci? La gioia si fonda sulla fede in Dio che ama, salva, che è presente; è una gioia che si offre ad ogni credente, sempre, anche a chi è nella prova , nella malattia, nella pena. Magari questa non c’è tolta, ma viene offerta la possibilità di non disperare, di rimanere sereni nella pace, nella carità da donare. La prima guarigione di chi è ammalato è la carità di chi lo serve con amore! E’ vero che umanamente non ce la faccio, ma lo Spirito in me può. L’angelo va da Maria con lo Spirito Santo, e “l’ombra di Dio ti coprirà”. Bella questa immagine di Dio che non s’impone con violenza, che ti fa ombra, ti dà sollievo.

«Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E’ la conclusione di questo incontro, la chiusura della visita che Dio ha riservato a questa creatura, Dio che l’ha onorata del suo sguardo d’amore no solo per lei ma anche per il bene di tutta l’umanità. E’ bello che Maria ci abbia visitato oggi; è immensa grazia che sia stato il Signore a venire da noi. Se Gesù è la via al Padre, la madre di Gesù è la via al Figlio. E la vera devozione a Maria ci conduce a Gesù. Ella ci ha dato il corpo e sangue di Lui perché noi, grazie alla potenza dello Spirito Santo, un giorno potessimo trovare nutrimento e salvezza nell’Eucaristia. Ella ci ha donato la parola di Dio fatta carne nel suo figlio, ella per prima l’ha accolta e messa in pratica dicendosi e facendosi serva del Signore per la salvezza di tutto il popolo. Questa visita ci consegna alla Parola del Vangelo, la buona notizia che Dio ci ama, è con noi, e regnerà per sempre sulla nostra casa. L’ascolto, l’accoglienza, l’obbedienza alla Parola nella nostra vita permetterà all’amore, alla libertà alla giustizia, e alla pace di essere i muri portanti della nostra casa. Non per rinchiuderci in essa, ma per renderla casa ospitale per tutti gli uomini, specialmente i più poveri, gli ammalati, coloro che sono senza speranza, perché anche noi siamo stati ospitati nella casa di Nazareth, nel grembo di Maria, nella Chiesa di cui ella è immagine, è materna protezione. Lì cresciamo sino alla piena maturità di Cristo a cui ciascuno, nella propria misura, è chiamato. La benedizione di Maria e la sua beatitudine saranno anche nostre, a lode di Dio e della sua gloria, a lode della SS. Trinità. Amen!

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