martedì 15 agosto 2023

 BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia

Assunzione della Vergine Maria  - 15.08.2023

Apocalisse 12,1-10   -   1Cor 15,20-27   -   Luca 1,39-56

Onoriamo oggi la Vergine Maria nella sua assunzione al cielo, nella sua partecipazione in corpo ed anima, condizione che noi ancora ben non comprendiamo ma la cui verità accogliamo nella fede della Chiesa, alla gloria di Dio, il Padre, alla gloria del Figlio, il Risorto, alla gloria dello Spirito santo. Tutta questa gloria si chiama paradiso. L’accoglienza di Maria in cielo, cioè nella pienezza di Dio, dice anche che ella ha raggiunto, per grazia, la pienezza della sua umanità nella quale è vissuta sulla terra dove ha detto di sì al disegno di Dio sulla sua vita, diventando la Madre del Figlio suo nell’incarnazione, nel seguirne i passi, nel partecipare alla missione  rivelatrice dell’amore di Dio. Nell’assunzione al cielo è la piena realizzazione della sua umanità, il compimento bello della sua vocazione. Anche Maria potrebbe dire, con tutta umiltà, come Gesù: ora tutto è compiuto.

Quando noi moriremo, non spariremo, non ci dissolveremo, non prenderemo nessuna strana forma, ma sarà il compimento di questa nostra esistenza, un compimento che coinvolge il corpo e l’anima. A differenza della creatura speciale, che è la Vergine Immacolata, il nostro corpo conoscerà materialmente la corruzione della tomba, non sarà preservato da questa consumazione. Ma la potenza dello Spirito ce lo ridarà ricco di una novità ora impensabile. Con questo mio corpo vedrò Dio! Non so come: ma anche noi usciremo dai nostri sepolcri e saremo rivestiti interamente della gloria di Dio.  

Se pure il nostro corpo è destinato alla gloria del cielo, e l’assunzione di Maria primizia dopo il Figlio Suo ne è annuncio, al nostro corpo dobbiamo una custodia che lo salvi da ogni aggressione; quindi ha senso ed è doveroso che in questo mondo siano salvaguardate tutte le condizioni che prendono a cuore la salute; al corpo dobbiamo un rispetto che gli riconosca onore quale luogo di belle relazioni, di dialogo, di amore, e non di sfruttamento, mercificazione o possesso egoistico, e anche qui c’è bisogno di un’ecologia del cuore; e nel contempo il nostro corpo, con la ricchezza interiore, la vita spirituale che l’abita grazie allo Spirito di Dio, va valorizzato per far crescere il vero bene nel mondo e aiutare ad incontrare Dio. Del resto così Maria ha detto di sì a Dio con tutta la sua persona, la sua umanità completa.

Sì, c’attende il cielo con la nostra umanità. In Maria è la promessa. In lei la meta è raggiunta e noi abbiamo davanti agli occhi il motivo per cui camminiamo: non per conquistare le cose di quaggiù, che svaniscono, ma per conquistare la patria di lassù, che è per sempre. E’ la stella che ci orienta, “brilla come segno di sicura speranza e di consolazione per il Popolo di Dio in cammino”. Inoltre, Maria in cielo, esaltata, e noi in terra, tribolati, rimane accanto a noi suoi figli che Gesù stesso le ha affidato, prendendo le nostre difese contro il male, ogni male, del corpo, della mente, del cuore, dello spirito;  e schiacciando quel “drago”, satana, che ne è l’istigatore. Maria intercede e fa correre su di noi lo Spirito santo perché quello che ha fatto in lei possa ripetersi anche in noi.  

Di te, gloriosa, gioiscono gli angeli. Di te, luminosa tra le stelle cielo, abbiamo bisogno noi per camminare con gioia sulla terra. Maria Assunta, Vergine Madre e Porta del cielo, “In te vinta è la morte, la schiavitù è redenta, ridonata la pace, aperto il paradiso”, custodisci la mia vita, adesso e nell'ora della mia  morte. Amen.

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