domenica 6 agosto 2023

BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia 

18° Domenica A – Trasfigurazione del Signore – 06.08.2023

Dn 7,9-10.13-14           2Pt 1,16-19            Mt 17,1-9

Non saremmo il profeta Daniele ma anche noi abbiamo le nostre “visioni notturne”. Qualche incubo, sogni, desideri, soprattutto di vedere un po’ di luce nelle notti che ci tengono al buio nelle nostre paure, timori, preoccupazioni che non si dissolvono. Se, anche inconsapevolmente, vogliamo la luce, dobbiamo lasciarci condurre da Gesù, godere della sua amicizia e confidenza, “salire” con Lui. Questo “salire” è lasciarci cogliere dalle sorprese che ci riserva e che avvengono senza preavviso, ma che certamente si giovano di un clima di fiducia, di condivisione di ogni suo passo, poi di ascolto, accoglienza della Sua Parola; anche soltanto di “una voce nella nube”, cioè di un impercettibile ispirazione che il cuore aperto all’amore può avvertire, pur non riuscendo a decifrarlo appieno.

“Il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce”. Il segreto, la verità profonda di Gesù, il suo essere il Figlio amato, la gioia del Padre, non lasciano indifferenti i suoi amici. Li stordisce, nelle parole di Pietro osano: “Signore, è bello per noi essere qui!...”. Un’esperienza unica, inimmaginabile. Irripetibile? No, assolutamente! E’ stata vissuta ieri sera da migliaia di giovani, anche se non conosciamo il cuore di ognuno, nel corso della Veglia conclusiva della loro GMG. In particolare, nel momento intenso dell’adorazione eucaristica, al centro della Veglia stessa, volti immersi nella preghiera, volti belli che riflettevano la bellezza del Mistero, volti commossi, non pochi rigati dalle lacrime, chi con lo sguardo rivolto all’Eucaristia, chi in ginocchio, chi nel silenzio del proprio cuore, certamente si è ripetuta non solo l’esperienza di Pietro e degli amici suoi, ma credo anche la “rivelazione” di Gesù, la sua trasfigurazione. Gesù si è mostrato loro in una nuova luce. E loro hanno visto, adorato, abbracciato Gesù, nuovo, nell’Ostia Santa! Sì, io penso che molti giovani hanno ricevuto questa grazia! Anch’io la mia parte, pur partecipando a distanza.

Perché Gesù ha svelato il segreto della Sua persona a questi amici? Perché, un volta “saliti” con Lui in un momento di particolare rivelazione, avrebbero dovuto poi “scendere dal monte” e, sempre con Lui, camminare per le strade degli uomini, “salire” alla fine su un altro monte, dal quale, invece, sarebbero fuggiti. Camminare e annunciare quello che abbiamo udito, “non perché siamo andati dietro a favole artificiosamente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza” (Pietro) è possibile grazie all’incontro con Gesù, questo particolare incontro con la Sua divinità che trasfigura l’umanità. Sì, anche la mia umanità perché Egli, Gesù, è in me!

Dobbiamo “scendere dal monte”. La nostra missione di discepoli di Gesù ci attende. Non veniamo privati dell’incontro “sul monte”, ma vogliamo ricercarlo ogni volta che ci troviamo nelle nostre notti, personali o familiari, comunitarie e sociali. Preoccupazioni, timori, corse e proposte, tante attività, la nostre iniziative pastorali, nuovi linguaggi giovanili, necessari, adeguati ai tempi, non debbono ignorare od escludere questi momenti d’incontro, di adorazione, di rivelazione, di ascolto, dove Gesù può toccare, e magari risanare, in profondità le “radici”, come ha detto Papa Francesco, della nostra vita e di quella degli altri. Questo stare davanti a Gesù, come abbiamo visto e vissuto ieri sera, prepara, accompagna, sostiene ogni passo che facciamo scendendo dal santo monte. Non dimentichiamo che Gesù chiama i suoi amici perché sa che ne hanno bisogno, ad ogni ora, ad ogni età.

“Alzatevi e non temete”. Le parole di Gesù non ci negheranno mai la sua compagnia, e quell’ “alzatevi” ci rimanda pure al tema della GMG, "Maria si alzò e andò in fretta" presso la cugina Elisabetta. Vergine santa aiutaci a vivere nell’adorazione di Gesù e nel servizio dei fratelli. Amen.

 

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