venerdì 16 agosto 2024

 BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia

Assunzione della Vergine Maria  - 15.08.2024

Apocalisse 12,1-10   -   1Cor 15,20-27   -   Luca 1,39-56

Celebriamo oggi la Solennità della Vergine Maria nella sua Assunzione al cielo in corpo ed anima. Non comprendiamo bene questa verità, ma l’ accogliamo nella fede della Chiesa. Maria partecipa, come creatura, alla pienezza  della Trinità, e ci dà motivo di esaltare ed esultare per l’umanità di cui siamo fatti, poiché è il percorso, il cammino che anche noi siamo chiamati a fare, ed è la meta per cui Dio ci ha creati.

Mentre la onoriamo e per Lei, con Lei, facciamo salire lodi a Dio per l’accoglienza gloriosa che riserva alla Madre del Figlio Suo e nostra. La onoriamo e rivolgiamo a Lei in nostro sguardo, a Lei la nostra preghiera, ammirando in Maria, prima del cielo, una vita portata a compimento, una vita assunta da Dio, una vita pienamente realizzata. Con questo percorso non c’è che una destinazione, una meta: il cielo, il paradiso.

Maria ha portato a compimento la sua umanità accogliendo nel proprio cuore e generando al mondo il Figlio di Dio. A questa accoglienza siamo chiamati e onorati dicendole di si, facendo spazio nella nostra esistenza,  a fronte di progetti e programmi, pur bellissimi come sognava questa ragazza, alla volontà di Dio, alla Sua Parola; siamo pure chiamati a dare, a generare, al mondo il Vangelo, l’annuncio che Dio ci ama, ha dare Gesù che ne è la Sua presenza viva. Maria porta a compimento la sua umanità perché vive con sollecitudine il servizio. Si mette subito in cammino per dare una mano a chi ha bisogno, la cugina Elisabetta, come avverrà poi a Cana di Galilea; la sua visita e la sua presenza sono motivo di letizia e di lode. E quando ciò avviene tra noi, significa che siamo sulla buona strada.

Maria ha vissuta la propria esistenza perché “assunta” da Dio. Noi applichiamo questo termine riferendoci al Suo ritorno al cielo, da dove anch’ella è venuta; cielo che altro non è che Dio! Un evento che celebriamo al termine dell’esistenza, al momento che per noi è la morte. Mi piace, invece, pensare, che Maria è stata voluta e “assunta” non alla fine, ma fin dall’inizio, fin dall’eternità, quando Dio, nel suo misterioso disegno, l’aveva scelta per diventare la madre del Figlio tra gli uomini, scelta per essere quell’angolo di paradiso per Gesù sulla terra. L’ha assunta, ha detto di sì, Dio, mettendola in un posto così importante della rivelazione del Suo amore; posto che ella ha occupato con umiltà, obbedienza, carità! Assumendola certamente l’ha fatta partecipe dei suoi progetti, dei suoi segreti, anche se ella ha camminato nella fede, messa anche alla prova. Ed è quello Dio s’attende anche da noi: umiltà, obbedienza, carità!

Una vita assunta da Dio, una vita portata a compimento, non può che diventare una vita pienamente realizzata, riuscita! Ecco Maria! Ecco il senso della nostra esistenza! Non grandi conquiste o successi su questa terra, non padroni del mondo e di tante cose che ci sfuggono, ma Dio prima di tutto e in tutto per esaltare quello che siamo, i suoi figli amati. Alla fine ci sarà la gloria della risurrezione che ci attende, il Paradiso, che è pienezza di vita, d’amore e di gioia. Il percorso non è dei più semplici, ma è indubbio che accanto a noi quale madre che mai dimentica o abbandona i figli che Gesù stesso le ha affidato, ella c’è, segno di sicura speranza e di consolazione, ella intercede affinché quel drago che è simbolo del male e di chi lo istiga non l’abbia vinta su di noi.

L’assunzione di Maria è perciò la festa dell’umanità redenta, è la festa che ci indica dove Dio vuole portare ciascuno di noi. Dio vuole prenderci con sé, vuole portare a compimento la nostra umanità.

Di te, gloriosa, gioiscono gli angeli. Di te, luminosa tra le stelle cielo, abbiamo bisogno noi per camminare con gioia sulla terra. Maria Assunta, Vergine Madre e Porta del cielo, “In te vinta è la morte, la schiavitù è redenta, ridonata la pace, aperto il paradiso”, custodisci la mia vita, adesso e nell'ora della mia  morte. Amen.

 

 

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