BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia
21° Domenica 25.08.2024
Giosuè 24,1-2.15-18 - Efesini 5,21-32 - Giovanni 6,60-69
“Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?” “Volete andarvene anche voi?”. Lo sconcerto in queste parole ha inchiodato anche me. Non mi sono più mosso da lì, perché m’accorgo che esse mi appartengono, sono spesso sulle mie labbra, forse nel cuore. E svelano che nella vita c’è sempre un dilemma.
* E non di quelli piccoli: vesto questo o metto quest’altro, mangio questo o quest’altro, vado ai monti o vado al mare, faccio questo o faccio altro, e così via…No, no! Cose più serie, il dilemma che riguarda chi vogliamo servire, a chi affidare ciò che ci è di più caro, la nostra libertà, i nostri sogni, i desideri più profondi la nostra stessa vita…E dobbiamo scegliere, non una volta ma sempre, rimanere nella scelta fatta per non apparire immaturi, inaffidabili, ipocriti.
Giosuè disse a tutto il popolo: «Se sembra male ai vostri occhi servire il Signore, sceglietevi oggi chi servire: se gli dèi che i vostri padri hanno servito oltre il fiume oppure gli dèi degli Amorrei, nel cui territorio abitate. Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore». Il popolo aderisce, ma sappiamo poi che il venir meno, l’infedeltà, il tradimento non sono mancati. Non mancano neanche tra di noi che ci rimangiamo le nostre intenzioni e propositi, incapaci di essere fedeli a quanto promesso. Non dimentichiamo, però, che è lo Spirito che dà la vita, la mentalità del mondo non porta bene.
* Dentro il dilemma se servire Dio o i nostri interessi, se fare riferimento a Lui e alla Sua Parola o ai nostri idoli e ascoltarli, seguire quello che alla fine ci impongono, si pone un altro dilemma fondamentale suscitato dalla seconda lettura: vivere la relazione con il proprio sposo o con la propria sposa secondo il mistero che è il Matrimonio, in particolare il sacramento che fa di questa relazione un segno visibile dell’amore di Cristo per la Chiesa, o seguire la mentalità e le mode del mondo, del così fa tutti? Il dilemma è se amare il proprio coniuge la famiglia, come Cristo ci ama, o se amarlo, ingannandoci e ingannando, come il mondo insegna, e impone.
* A questo punto possiamo sentire nostro lo sconcerto di molti dei discepoli di Gesù che, dopo aver ascoltato il suo discorso sul pane della vita, sulla sua carne da mangiare e il suo sangue dare bere per avere la vita, dissero: “Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?”. Questi discorsi, servire Dio e non gli dei comodi, vivere il matrimonio come lugo di amore e libertà e non di possesso ed egoismo, provocano davvero questo lamento, questa protesta: ma è troppo, è impossibile! Gesù non cambia una virgola di quello che ha detto, non si rimangia nessuna parola. Si affida alla potenza dello Spirito che rende possibile accogliere queste scelte difficili e chiede la fede di chi ascolta. E’ talmente deciso che non teme di rimanere solo. Cosa che noi temiamo molto quado siamo difronte a questi dilemmi. Non ci resta che credere in Lui con la parola di Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”. Ogni dilemma si scioglie e noi prendiamo la via migliore, dietro di Lui. Non è facile dire di no agli dei del mondo, non è facile vivere l’amore come Cristo ci ha insegnato, ma solo con Lui, in Lui, è la vita.
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