BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia
27° Domenica 05.10.2025
Abacuc 1,2-3 – Luca 17,5-10
Non intendo trascurare il santo vangelo, ma oggi la Parola del Signore che mi cattura cuore e mente, nella speranza che muova e sostenga anche la mia volontà ad aderirvi, è il brano del profeta Abacuc. Con tutto quello che sta succedendo nel mondo ci possono stare la contestazione, il lamento e la supplica davanti al Signore, appunto la prima lettura. Non ci risulta comprensibile l’agire o il non agire di Dio, noi diciamo, e, nella preghiera, desideriamo credere nonostante ogni apparenza contraria.
Ma andiamo dentro questo lamento e supplica, che sono anche il mio, il vostro, il nostro, davanti all’imperversare della violenza, della guerra, della morte: fino a quando, Signore, implorerò e non ascolti, a te alzerò il grido: “C’è tanta violenza!”, e non soccorri? Perché mi fai vedere tutta questa malvagità e resti spettatore dell’oppressione? Ditemi se non è legittimo questo rimprovero a Dio. Come si può trattenerlo di fronte a quello che va succedendo nel mondo? Chiediamo a Dio il perché del suo silenzio, della sua impassibilità (che, vi assicuro, anche per il ministero che svolgo, non è tale, soprattutto davanti al martirio dei bambini!). Comunque il lamento ci può stare: fino a quando, Signore, continuerai a tacere? Fino a quando tollererai l’ingiustizia? Perché rimani spettatore inerte di fronte alla rapina, alle violenze, alle liti, alle contese? Le ingiustizie, i soprusi, le prevaricazioni sono sotto gli occhi di tutti e – questo è scandaloso! – Dio lascia correre. Pare che si disinteressi di ciò che accade sulla terra. Perché non interviene? Perché non soccorre gli oppressi? Se ci lamentiamo, e dobbiamo farlo, Dio non ci lascia senza risposta, ma dobbiamo pure essere disposti ad ascoltarla e accoglierla.
Continua la prima lettura : Il Signore rispose e mi disse: “Scrivi la visione e incidila bene sulle tavolette perché la si legga speditamente. È una visione che attesta un termine, parla di una scadenza e non mente; se tarda, attendila, perché certo verrà e non tarderà”. Rivolgendoci al profeta che si è fatto voce di tutti, Dio dice: prendete nota, scrivete ciò che sto per dire perché voglio che rimanga documentato. Ecco la promessa: a breve termine non accadrà nulla, non ci saranno cambiamenti immediati. Passerà un certo tempo prima che giunga la liberazione. Guai però a scoraggiarsi, diffidare, rassegnarsi all’ingiustizia, adeguarsi al comportamento dei malvagi, dei violenti.
Dio non dà alcuna spiegazione, chiede solo fiducia incondizionata. Sa che non siamo in grado di comprendere le ragioni della sua tolleranza, tuttavia assicura che un giorno apparirà a tutti, con chiarezza, ciò che oggi soltanto a lui è dato di vedere: il malvagio, che apparentemente prospera, in realtà cadrà in rovina. Il giusto, invece, colui che si fida del Signore, vivrà per la sua fede. Questa è la nostra forza capace di realizzare anche l’impossibile: sradicare una pianta dalle radici profonde e di gettarla nel mare, come accenna Gesù nel vangelo con una immagine esagerata.
Nella nostra esperienza ci possono essere cambiamenti inattesi che si realizzano solamente in coloro che credono, o grazie a loro. Sono quelle trasformazioni inspiegabili, assolutamente imprevedibili che si verificano quando ci si fida realmente della parola del Vangelo e la si pone in pratica. Di fronte agli odi, ai rancori, ai pregiudizi chi non ha mai pensato che si tratti di realtà impossibili da cambiare? Chi non ha pensato che certi conflitti familiari siano insanabili? Per chi crede – dice Gesù – non esistono situazioni irrecuperabili. Non ci rimane che dire con gli apostoli al Signore: “Accresci la nostra fede!”
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