sabato 1 novembre 2025

 BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia

 Solennità di tutti i Santi 01.11.2025
(S. Messa per i figli nella luce – 31.10.2025)


Alla vigilia della commemorazione dei nostri cari defunti, circostanza che vorrebbe indurci a pensieri tristi, mesti, anche cupi, la celebrazione della Solennità dei Santi ridona a noi luce e osa chiamarci ad un clima di festa. È Solennità che accende letteralmente di stupore, di gratitudine, di desiderio e speranza di una vita bella, della bellezza di Dio, buona della bontà di Dio, beata perché Egli è la nostra beatitudine.

Santità è luce! I santi sono luminosi in un mondo che la tenebra, il rifiuto di Dio e dell’amore, il peccato vorrebbe avvolgere. Noi siamo nella luce, dimoriamo in essa per l’eternità non per la nostra perfezione ma per quell’evento di misericordia, la nostra nascita in Cristo Gesù, con il santo Battesimo. Questo essere nella luce è il Dna di Cristo Gesù, e una volta che l’abbiamo ricevuto in dono, mai più sarà cancellato. È eterno. Questa luce si offre a tutti, per altre vie anche a coloro che non hanno avuto la possibilità del Battesimo poiché incontenibile è l’Amore di Dio tre volte Santo, lo acclama la liturgia. L’Amore di Dio è questa luce, e anche se dovessimo scordarlo o volontariamente chiudere gli occhi ad essa con il peccato, non saremo mai ricacciati nelle tenebre. Voi siete figli della luce e non delle tenebre, scrive Paolo. Comportatevi di conseguenza, brillate della santità che avete ricevuto!

Figli nella pienezza della luce sono i nostri cari ai quali, chi nella giovinezza, chi nella tenera età, o comunque in una stagione della vita ancora fiorente di sogni e speranze, a noi sembra sia stata tolta. E a dire il vero, non solo a loro, ma anche ai genitori e familiari portando tanta tristezza, dolore, a volte rabbia e disperazione. Il mistero di morte risurrezione di Gesù in essi si compie anzitempo. La loro dipartita è stata un momento di forte buio per noi, ma di immensa luce per questi amati nostri figlioli. Nella fede in Gesù risorto, fede che non toglie lacrime e sospiri, e nello stesso tempo dà pace, per l’amore che non chiude alla vicinanza più intima, alla comunione più profonda, abbracciamo, ricambiati da un affetto ora divino e umano, questi figlioli che con noi condividono la luce in cui sono.  

 Santità è comunione d’amore. I santi amano, vivono nell’amore che non sfugge al Suo mistero più profondo, alla sua altezza impareggiabile, raggiunta solamente da Cristo, ma offerta a tutti, la croce. Oggi la famiglia dei figli di Dio è unita in questo amore; sia quanti sono in cammino su questa terra, sia coloro che si trovano già nella visione del cielo, tutti viventi grazie allo Spirito di Dio. Di questa grande famiglia ci parla la prima lettura con un particolare linguaggio; ci dice le non piccole difficoltà e persino persecuzioni con cui deve fare i conti. E vediamo come l’odio, la violenza e la menzogna, mirino alla divisione e alla distruzione. Ma l’amore che si fa carico della redenzione, della liberazione dell’umanità da male e offre pienezza di vita è più forte della morte. Sono necessari i santi. Chi accetta di lavare le proprie vesti nel sangue di Gesù, cioè di seguire l’Agnello che dà e insegna dare la vita per il Vangelo, rimane nella luce e trova beatitudine pure qui e nell’eternità. 

Sì, santità è beatitudine! I santi sono beati, sono felici. Del resto, vivere nella luce e nell’amore, non può avere altro frutto, resistendo a prove che vorrebbero mortificare, cancellare la speranza per cui siamo stati creati, quella di collaborare a fare un mondo migliore dove quelli che hanno tanti motivi di sofferenza possano conoscere che Dio li ama, Dio ci ama. Speranza che si dissolverà nella gioia del Paradiso dove tutto quello che abbiamo vissuto troverà compimento nella Santità di Dio. E sarà gioia piena. Allora, per paradosso, se fosse ancora possibile morire, moriremo di gioia. Invece nella gioia vivremo per sempre, con il Risorto e con tutti i nostri cari.

Nessun commento:

Posta un commento