martedì 12 maggio 2026

 BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia

 6° Domenica di Pasqua – 10.05.2026

Atti 8,5-17   - 1Pietro 3,15-18 - Giovanni 14,15-21
Nell’avvicinarsi del ritorno al Padre, - domenica sarà festa della sua Ascensione al cielo - Gesù assicura che la Sua presenza tra noi non verrà meno. Il Buon Pastore che non abbandona il gregge, mai ci molla, Ora la promessa di mandare lo Spirito Santo.
La nostra vita conosce in continuità turbamenti, preoccupazioni, paure di vario genere. Come e dove, possiamo attingere serenità, speranza e fiducia? E poiché siamo credenti della buona notizia che il nostro Signore risorto dalla morte è vivente tra noi, credenti di quanto ha fatto Dio, come sarà la nostra testimonianza, che può subire contestazioni e derisioni?
Ecco l’assicurazione di Gesù che sa della nostra fatica: “Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità” (Gv 14,16-17). 
Sono parole che trasmettono la gioia di una nuova venuta di Cristo. Il “Paraclito”, termine tradotto con “consolatore” potrebbe indurre ad un’opera semplicemente di rassegnazione, significato non preciso dello stesso. Meglio la traduzione “difensore”, ancora meglio, “colui che si mette a fianco”, “colui che prende il mio posto, le mie difese” perché richiama ad una presenza, che è data per resistere al male, vincere la rassegnazione, il lamento, la sfiducia.

“Non vi lascerò orfani” (Gv 14,18). Quale tenerezza in questa espressione! Lo Spirito di verità, l’Amore, rimane tra noi, in noi. “No, non vi lascerò orfani”. Non cediamo alla tristezza, alla depressione, a cui porterebbe una condizione di solitudine in cui invece Gesù non ci lascia. Non la vuole per noi, per nessuno. Nemmeno per coloro che non gli credono o non lo vogliono. Non siamo privati di Lui, non siamo orfani! Ci ha svelato, ci ha autorizzato a chiamare Dio con il dolce nome di “papà”, ci ha insegnato a confidare nella sua provvidenza, ci ha assicurato che Egli sempre ci ascolta, ci ha mostrato e abbracciato con la sua misericordia, ci ha richiamati alla vita con il perdono Suo… e tutto questo continua grazie allo Spirito di verità. E questo Spirito è Gesù: “verrò da voi”. Ce lo assicura! Verrà in noi! “Chi ama me, accogliendo i miei comandamenti, sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui”. (Gv 14,21).

Se le cose stanno così, e sono così, carissimi, scrive Pietro, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi spiegazione perché avete speranza e fiducia pur soffrendo. Con dolcezza e rispetto, con onestà facciamo risuonare questa “buona notizia”; dolcezza perché lo Spirito è forte sì, ma anche dolce ospite dell’anima, come amiamo invocarlo; rispetto perché Dio rispetta la nostra libertà e ci insegna a rispettare gli altri, senza imposizioni, ma anche senza arretramenti, o silenzi che diventano spesso connivenza con il male e privano coloro che cercano la luce di vedere.  Non si tratta di convertire: ci pensa lo Spirito. Ma di non tacere la verità del vangelo, della buona notizia che Gesù è e ha portato, l’amore di Dio, perché la speranza e la fiducia, la vita siano davvero tra noi, in noi.

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