EPIFANIA –
06.01.2013
- Matteo 2, 1-12
Una carovana sulla
strada, e il viaggio continua, quello della fede. Da Oriente a Gerusalemme e poi fino al luogo
dove si trovava il bambino, questi sapienti, o magi come vengono indicati,
tracciano il percorso della fede, che non è possesso ma ricerca della verità Il
loro andare diventa di riferimento per noi. Ci sono in esso tanti tratti che
possono riguardare anche il nostro cammino, alla ricerca del “Re dei Giudei”,
che sappiamo essere Gesù, il Salvatore, il Figlio di Dio fatto uomo, nato da
Maria di Nazareth, Colui che costituisce il nocciolo della nostra fede. E tra i
vari passaggi caratterizzano questo viaggio dei magi, lo incoraggiano, lo
mettono alla prova, lo sorprendono, ci soffermiamo sulla “stella”. Possiamo
perdere la bussola, come si suol dire, può anche capitare in qualche passaggio
dell’esistenza di non vedere la stella, ma poi ritrovarla con grandissima
gioia.
1 - Ogni onesto cercatore di Dio – il cui
bisogno radicale bene ha confessato
Sant’Agostino: “ci hai fatto per te, Signore, ed inquieto è in nostro cuore
finché non riposa in te” – ha un luogo, un suo “oriente” dal quale si muove, sa
cogliere la “stella” che lo invita a non indugiare. Questa “stella” può essere
costituita dalle domande più vere e importanti che riconosciamo nel cuore,
foss’ anche, all’inizio la semplice curiosità, il desiderio di scoprire che
cosa c’è dietro e dentro le cose e questa esperienza misteriosa bellissima
della vita. La fede non è imposta, ma passo libero, sollecitato da segnali che,
nel linguaggio biblico, vengono dal cielo, ma sono anche sulla terra, nel cuore
di ognuno, negli altri, nella parola che cogliamo, nei vicende della vita,
della natura stessa e della storia. Questo primo passo, attirati dalla luce
della “stella”, consiste nel pensare, pensar bene, con intelligenza, sempre più
in profondità .
2 – A guidare il
cammino di pellegrini, di cercatori, c’è una stella. Questo significa che il
percorso si svolge anzitutto di notte: la via verso la fede non è inizialmente
un itinerario luminoso. Occorre avanzare nell’oscurità, pellegrini verso la
luce, di cui la stella è annuncio e promessa. E, come se non bastasse, la notte
si fa davvero tenebra, disorientamento grande, timore di aver sbagliato strada,
quando invece di trovare aiuto, siamo coinvolti in un clima di sospetto e falsa
religiosità. Abbiamo anche disposizione la Parola di Dio, le Scritture sacre,
ma non sappiamo leggerle, non vogliamo soprattutto seguirle, pensando che sì,
promettono cose belle, ma chissà quando si avvereranno. Ne abbiamo una
conoscenza accademica e non vitale.Quella “stella”, quel segnale che ci è dato,
quell’invito che è stato fatto lungo il percorso della nostra esperienza, è
come mortificato, spento dalla paura che ci prende, dallo schermo o confusione,
che ci fanno altri. E’ un passaggio che ci può maturare o deprimere, richiede
un cuore con coraggio e fiducia, per non abbandonare la ricerca.
3 – Il cammino della
fede, che conosce momenti di sbandamento e di incertezza, sa ritrovare, sempre
grazie alla benevolenza dei Dio che i cuori sinceri e non presuntuosi sanno
accogliere, i segnali luminosi che non mancano e la gioia, la speranza che
procurano. Così, in mezzo a tante cose motivo per abbandonare tutto, vogliamo
tenere fisso lo sguardo e muoverci dietro esempi che invece ci danno
incoraggiamento. Questi non sono”stelle” lassù in alto, nel cielo, intendendo
che irraggiungibili, fuori della nostra portata; sono quelle “luci” di bontà,
onestà, giustizia, pace, che accendiamo quaggiù, per vedere dove mettere i
nostri passi, per farci chiaro reciprocamente. E’ determinante la gioia rimane
nell’incontrare la meta della la nostra ricerca: il Cristo Signore.
A questo punto, dopo
aver parlato tanto di strada in queste settimane e tempo, sento che va superata
questa immagine della fede. Credere è sì fare una strada, un ricerca, ma ancora
più l’incontro, l’esperienza di trovare
il bambino e sua madre. Imparando quello che avvenne in quella casa, una
volta che vi furono entrati i magi, e quello che ne seguì quando uscirono,
diventiamo anche “stelle” che possono accompagnare il cammino dei nostri
fratelli.
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