Battesimo di Gesù –
12.01.2014
- Isaia
42,1-7
-
Matteo 3,13-17
Se
il buon giorno si vede dal mattino, qui ne abbiamo la riprova. Il giorno che
sta per iniziare,e che cambierà il
mondo, anzi i cuori, è la missione pubblica che Gesù, ormai grande, intraprende
manifestandosi presso il fiume Giordano dove il Battista compiva su coloro che
lo avvicinavano per ricevere il battesimo con acqua. Era un’immersione a
significare la purificazione e l’impegno a rinnovare la propria esistenza in
modo gradito a Dio. Era un gesto a cui accedevano quanti si riconoscevano
peccatori. Ebbene, Gesù si mette in fila con i peccatori. Ecco perché è venuto,
ecco perché è nato tra noi il Figlio di Dio. E’ venuto per stare dalla parte
non dei giusti, ma dei peccatori, come avrà modo di ricordare poi nella sua predicazione
e con tanti gesti di misericordia. E’ nato tra noi perché nessuno, che sente il
peso, il condizionamento, le conseguenze del male, del peccato a cui peraltro
può acconsentire diventandone
prigioniero, nessuno si senta maledetto, abbandonato, oggetto dell’ira divina.
Lo
stesso Giovanni non capisce la scelta di Gesù: “io ho bisogno di essere
battezzato da te,e tu vieni da me”. E Gesù :“Lascia fare per ora, poiché
conviene che così adempiamo ogni giustizia”. La giustizia, mettere le cose
a posto, il progetto di Dio che ci viene incontro nel vangelo, prevede non le
bastonate, direbbe Papa Francesco, ma la compagnia, la misericordia,
l’abbraccio del Padre buono. E Gesù è venuto a manifestare realizzare tutto
ciò. Per questo è nato. Per togliere ogni distanza, per immergersi (come dice
la parola Battesimo) ,per mescolarsi con l’umanità, e farla lievitare di bontà,
di vita vera, di amore. Dalle prime luci dell’alba, sembra dire Gesù potete
capire quale sarà la giornata. Queste del mio battesimo sono le prime luci
dell’alba. Qui c’è l’investitura di Gesù da parte del Padre, “il figlio mio
prediletto nel quale mi sono compiaciuto”, di cui sono contento e fiero.
Se
questa è alba, come sarà la giornata di Gesù? Come si svolgerà la sua missione?
La sua predicazione e il suo agire? Sono nel programma che appare nella parole
del profeta Isaia, prima lettura. “Non griderà, né alzerà il tono, non farà
udire in piazza la sua voce”. Non l’arroganza, non l’insulto, non il
coprire la voce degli altri, non la spettacolarità il su ostile, ma un umile
sentire di sé E ancora, “non spezzerà la canna incrinata, non spegnerà uno
stoppino dalla fiamma smorta”. Sarà un segno di misericordia, segno della
compassione di Dio per i deboli, per i vacillanti. Non ci sarà spazio per la
cultura dello scarto (vedi Papa Francesco). Non la distanza dalla gente che
fatica, ma la condivisione della fatica, della debolezza.
Non
spezzerà il debole, ma nemmeno lui si spezzerà: “non verrà meno, non si
spezzerà finché non avrà stabilito il diritto sulla terra”. E cioè la
soavità e la mitezza, accompagnate da “fermezza nel soffrire, da tenacia nel
ristabilire il diritto”.
Ecco
il programma della giornata, cioè della missione di Gesù a cui introduce
l’investitura del Battesimo. Nel nostro Battesimo siamo stati segnati con il
segno di Cristo, in fila con i peccatori, veniamo immersi in quella sorgente
inesauribile di vita che è la morte e la risurrezione di Gesù . Il suo stile
(non spezzerà, non griderà, non verrà meno) è il nostro, il nostro segno di
appartenenza a Dio, del nostro essere parte della Chiesa, una lunga fila di
peccatori che vivono e danno misericordia.
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