Ferita rossa,
profondo amore,
squarcia l’orizzonte,
non teme cielo cupo,
risveglia il cammino
il cuore divino.
La luce sanguinerà
presto su percossa terra,
chiama e muove il passo,
commozione, grazie,
sempre nuovo stupore
vien da piaga d’amore.
Striato, il cielo
partorisce il sole,
quasi timido, silenzioso,
annuncio di presenza
fraterna e regale,
in Lui ogni cosa vale.
Raggio io sia
di simil prodigio,
a riflettere umile
sorriso e beltà,
su tenaci nubi,
vive la Sua carità!
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