OMELIA
1° Quaresima A – 09.03.2014
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Matteo 4,1-11
Quaresima,
tempo per un cammino di conversione, di liberazione da servitù o schiavitù in
cui siamo caduti e adagiati; liberazione da un’umanità non vera, non quella che
Dio vuole per i suoi figli; nell’ascolto della Parola del Signore che traccia
con noi la via, cerca i passi che già ci sono nel nostro battesimo, essendo
immersi e uniti a Gesù, passi che siamo condotti dallo Spirito a compiere con
maggior decisione e generosità e anche fiducia perché ci sono sempre la
misericordia e il perdono a risollevarci.
Questo percorso ha la sua figura nell’Esodo, quel
cammino che Israele ha fatto per uscire dalla prigione e schiavitù dell’Egitto.
Anche noi siamo chiamati ad uscire per testimoniare la passione di Dio per la
vita dell’umanità. Ma uscire da cosa? Non vogliamo essere “servi”. Siamo
“figli”.
Ecco tre tentazioni o inganni che rischiano di
essere la nostra prigione, dalla quale lo Spirito che era in Gesù, e che è in noi, ci spinge a venir fuori..
1°
tentazione - “Essere servi delle cose”, pur necessarie. “Non
di solo pane, vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”.
E Dio proferisce parole di umanità, di libertà, di giustizia, di verità, di misericordia, di pace, di bontà…Non
sono necessarie solamente le cose materiali, i beni della terra,.
“Preoccuparci” di che cosa mangeremo, di che cosa berremo, con che cosa ci vestiremo, come ci ricordava
il vangelo domenica scorsa può diventare la prima elementare schiavitù.
La
sobrietà nella ricerca e nell’uso delle cose, il far posto a beni che non si
misurano nella quantità materiale ma
nella qualità delle relazioni fraterne e solidali che generano, ci aiutano ad
uscire da questa umanità che si accontenta di poco.
2° tentazione - “Servirsi di Dio”. Siamo
credenti, persino praticanti, affermiamo di aver fede, e tiriamo Dio dalla
nostra parte, che non è sempre pacifica e limpida. Vogliamo servircene per
avere la vita facile, o almeno non tribolare, non correre troppi pericoli o
incorrere in disastrose e rovinose cadute.
Invece di “mettere alla prova il Signore tuo Dio”,
per vedere se mi dà una mano, se mi salva, fa i miracoli per me, prima di tutto
non posso essere spericolato, superficiale, avido di successo nelle mie scelte
e azioni. Caso mai, voglio mettere me stesso alla prova con intelligenza e
umiltà, e devo pensare a camminare con
i piedi ben saldi per terra, altroché mirare al punto più alto del tempio.
Nell’ascolto della Parola saggia e buona del Signore che
richiede non voli pindarici o angelici, ma passi di uomo vero, nel dialogo con
lui, nella preghiera del tuo cuore e con i fratelli, abbiamo spiragli di
libertà, la possibilità di uscire da questa prigione, quella di “servirci di
Dio” per i nostri comodi che spesso non fanno il bene degli altri e nemmeno
nostro.
3° tentazione - “Fare servi di sé gli altri”,
“asservirli alla nostra ambizione di dominio, di potenza, di grandezza”. E’ la
prigione più oscura nella quale costringiamo anche chi vorrebbe uscire,
incateniamo gli altri alle nostre voglie di essere ammirati, adorati, meglio
sarebbe dire, invidiati e temuti.
L’umiltà, invece, nel servire come ha fatto e
insegnato Gesù fa saltare i chiavistelli a questa terribile prigione, mette
fine a tanta schiavitù che fa del male a tutti, ci dà modo di respirare aria pulita, e umanità nuova.
“Fuori tutti”, potrebbe essere la preghiera di
questo inizio Quaresima. Non più servi delle cose, non servirsi di Dio, non
fare nostri servi i fratelli.
Questo il nostro Esodo, il nostro uscire nel
deserto, i primi passi. E il deserto fiorirà fino alla pienezza di vita e di
umanità che sarà la Pasqua.
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