giovedì 26 maggio 2016

FRAMMENTI

 24 Maggio

Continua il cammino…nella MISERICORDIA!
La via quotidiana!

Marco 10,28-31.
Ma perché sono così preoccupato per ciò che lascio…?
Perché non mi affascina di più ciò che mi è dato e trovo?

Gustare la Misericordia è privilegiare ciò che mi è donato!

“Cento volte tanto” di vita, di relazioni, di amore…
Non mancano prove, difficoltà, “persecuzioni”… ma soprattutto con Lui!
Con “la vita eterna nel tempo che verrà”! Ma è questo il tempo… della risurrezione!
Ci siamo già dentro!

“Ho accettato di seguirti, per questo ho deciso di lasciare tutto”.
L’amore è la forza per ogni distacco.
Anche da ciò che si ha caro. E’ libertà e dà libertà.
Paradossale, ma vero!

==========================


25 Maggio

Continua il cammino…nella MISERICORDIA!
La via quotidiana!

Marco 10,32-45.
La Misericordia “cammina davanti”, traccia la via… lascia sgomenti svelando le sue prerogative e ciò che l’attende.
Che faccio? La seguo? Come la seguo, oggi?

La miseria o meschinità dei discepoli, incapaci di entrare nella mentalità o nel cuore della Misericordia, li porta a pensare a primi posti, a successo,a grandezza…
Quali i miei pensieri o preoccupazioni?

Il contrasto tra la Misericordia e la miseria è inevitabile… ma la prima non demorde e la seconda sarà… sorpresa, quando la prima realizzerà il suo dono, la sua opera : “dare la vita in riscatto di molti”.
Riscatto da che? Ma dalla…morte, di ogni genere!
Anche da quella di voler sempre dominare e opprimere.
Sì, anche questa è morte : della mia umanità e di quella degli altri!

================================



26 Maggio

Continua il cammino…nella MISERICORDIA!
La via quotidiana!

Marco 10,46-52.
Il mio grido, la mia richiesta… la Misericordia passa, attende!
Non mi vergogno di “elemosinare” : è la mia povertà di “cieco” che me lo… suggerisce!
“Abbi pietà di me!”

Mille voci e pensieri mi vorrebbero zittire: presunzione, autosufficienza, paura, delusione, incomprensioni….
Alzo il volume del mio gridare, ansimo nel mio sospirare, quasi fiero della mia povertà, l’unico bene che posseggo e trattengo… (via “il mantello”, ogni protezione provvisoria pur necessaria!) che tale diventa per la mia fede!

“Che vuoi che io faccia per te?”
Com’è diverso dalla interessata disponibilità che ti offrono i potenti per accaparrarsi il tuo consenso o il tuo voto.
“Va’…” sei libero, ora vedente, gustati la vita!
“Che io veda di nuovo”.
 Sì, ritorno a vedere la vita, ma in modo nuovo, grazie alla Misericordia!




Nessun commento:

Posta un commento