mercoledì 9 agosto 2017

BRICIOLE di PAROLA


Osea 2,16-22 e Matteo 25,1-13

Perché Dio ha tanto insistito, e continua ad insistere nella Parola che ci rivolge, nell’usare l’immagine sponsale per dire il Suo Amore? Con tutte le problematiche, le conflittualità, la drammaticità delle relazioni sponsali oggi nella famiglia, “casa” di incomprensioni, soprafazioni, violenze, divisioni…non poteva  risparmiarsi tale immagine e usarne un’altra meno contraddittoria? Vuole forse umiliare i suoi figli amati che non riescono ad imitarlo? Vuole proporre loro, limitate creature, un’ideale tanto alto, divino? Se Dio mi ama come sposo premuroso, se mi ama come sposa fedele… esiste ancora chi è in grado di mostramelo, sposi che sono “fatti di questo Amore”?

Sono certo che sì, ci sono, e benedico il Signore per tale presenza e vicinanza che, affidando il loro volersi bene alla grazia di Dio, “predicano” con la vita il vangelo, la bella notizia che Gesù è venuto a confermare, svelare e a portare.

Ma non può mancare il pensiero, la preghiera, l’amicizia, come pure il silenzio affettuoso, verso gli sposi che non sono più tali, che si stanno allontanando l’uno dall’altra, che danno sofferenza ai figlioli; sposi nella cui relazione che si va disfacendo è entrata da tempo l’azione di chi è maestro di menzogna e divisione; sposi ingannati da falsa libertà, feriti, straziati nel corpo, nella mente, nell’anima.

Se i primi sono benedetti e sono benedizione; i secondi sono amati ancor più e, nel “deserto” che s’è fatto tra loro, non è negato di udire la Sua promessa :“Ti farò mia sposa per sempre”. Indistruttibile la fedeltà di Dio che ha chiamato all’amore!
Una piccola, umile, attenzione: che “la lampada” che l’ha accolto sia alimentata dall’olio della Sua grazia! Nessuno può darne agli altri, a chi è sprovvisto, ma con la testimonianza della propria gioia può incoraggiarne il provvidenziale, saggio, approvvigionamento.



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