...da omelia del 20.08.2017
Da una donna ad un’altra! Dalla
fede di una donna, Maria di Nazareth, celebrata qualche giorno fa nella sua
Assunzione, che ha “guadagnato” il cielo e la sua gloria, alla fede di una
mamma, donna cananea, pagana, idolatra che ha “guadagnato” la terra, cioè la
salvezza, la guarigione, la liberazione della figlioletta tormentata dal
demonio.
Non mettiamo in concorrenza le
due donne; sono due percorsi diversi nel progetto di Dio, e vi è un grande
amore nell’una e nell’altra, forse con diversa applicazione (ma non tanto;
anche Maria di Nazareth ha sofferto per il figlio suo, come pure questa bambina
era tutto per quella mamma!).
Mi è venuto spontaneo domandarmi
: in quale delle due vive la fede più grande?
Non si offenda Maria di Nazareth,
ma oggi la mia simpatia va a questa mamma che non ha nome, perché ha il nome di
tante, di tutti coloro che hanno a cuore e amano fino alla disperazione, se non
riescono ad aiutarli, i propri cari; e osano l’impossibile per salvarli.
Questa donna, questa mamma è la
“buona notizia” di oggi proprio con il suo amore di mamma, innanzitutto. Lo
diamo per scontato, ma, purtroppo, non sempre è così. A volte è come bloccato,
incapace, senza speranza, errato. Ebbene, dobbiamo sapere che lì Gesù cerca l’incontro.
E poi “buona notizia” è la fede
imperfetta di lei. Straniera, pagana, idolatra, grida dietro a Gesù; la sua
fede è “impura”, cioè non è completa: “pietà di me, Signore figlio di
Davide”. Si limita a chiedere aiuto invocando Gesù in quanto figlio di
Davide, non certo Figlio di Dio. Ho pensato a quanto può essere imperfetta e
incompleta la mia, la nostra fede, eppure Gesù non rimane indifferente.
Ciò che fa preziosa e forte la
nostra fede non è solo l’insistenza del gridare che tanto fastidio dà ai discepoli
di Gesù, ma l’umiltà di affidarsi e accontentarsi delle “briciole” di quello
Egli le può dare. Venuto per i figli d’Israele non può sprecare per altri
quello che ha ricevuto dal Padre. E’ questo il senso di quelle battute che
intercorrono tra lui e quella mamma che lo supplica: “Dammi le briciole
della tua attenzione, del tuo aiuto”.
Straordinaria questa donna, che
fa cambiare testa a Gesù, lo converte quasi. Anche a Cana di Galilea un’altra
donna aveva convinto e smosso Gesù ad agire contro un’iniziale diversità di
vedute. Potenza della donna e della sua fede!
Noi preghiamo per fare la volontà di Dio, ma, paradossale,
può capitare anche il contrario quando Dio vede quanto è grande la nostra fede.
Quando c’è l’amore, che vince ogni ostacolo (disperazione, incomprensioni…) e
l’umiltà di chi non accampa meriti o pretese, Egli non può resistervi.
Raccogliamo…le briciole!
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