...nel cammino d' Avvento
12 Dicembre 2019
Vorrei poter riassumere i primi passi di questo
avvento verso il Natale del Signore innanzitutto rendendo grazie di come il
Signore mi accompagna ogni giorno con la sua Parola. Egli, è il caso di dire mi
attira a sé mostrando come vede e segue le mie necessità, non nascondendo il
bene che mi vuole anche se le tenebre vorrebbero oscurarlo.
Nella prima settimana, fin dal primo giorno egli si
muove per guarirmi, per togliere divisioni, saziare la fame profonda del cuore,
darmi sicurezza, stabilità, a fronte di
scossoni e crepe, togliere infine la cecità rispettando la mia libertà. Il
lavoro è tanto, e subito il Signore chiede anche la mia disponibilità
onorandomi della Sua fiducia. E la luce della Grazia nella creatura che ci
regala il segno che Dio non rinuncia alla sua opera di un’umanità bella,
“immacolata”, conferma che nessuno può fermarla e il male è vinto e chi lo
istiga viene schiacciato.
Nella seconda settimana continuano i segni della
bontà che viene. Il perdono alla creatura, poi, è il massimo della guarigione,
la pienezza dell’amore, l’autentica salvezza che i sapienti non sanno e non
vogliono cogliere. Il perdono che rimette in “cammino”! Egli “parla al cuore”,
che spesso è un deserto arido, pietroso, inospitale, e il suo parlare, il suo
“consolare” si fa “grido” che scuote, che risveglia, che piange. Un “grido” che
chiama chi si è smarrito ad uscire allo scoperto, perché Egli non minaccia. Mai.
E chi è stanco e oppresso non deve temere più! Un “giogo dolce” che serve per
lasciarci condurre nel cammino, un “peso leggero” sono assicurati. Ma che sia
proprio così!
Oggi. A volta capita di dubitare di questa buona e
sapiente guida. Ma dall’esperienza conosco che sempre il Signore dà quella
parola, quell’aiuto, quella medicina, quella forza, quella grazia di cui io ho
bisogno per continuare a sperare, ad amare, a lottare, a
rialzarsi, a cadere, a rialzarsi ancora, magari offrendo la mano a chi è caduto
con noi. E a fronte di ciò o di chi ci vorrebbe sovrastare, ecco ancora la
Parola: “Non temere, io ti vengo in aiuto. Non temere vermiciattolo di
Giacobbe…Io ti rendo come una trebbia acuminata, nuova, munita di molte punte, tu trebbierai i monti e li
stritolerai, ridurrai i colli in pula….” Insomma il male sarà abbassato,
spianato, azzerato… Ci sarà una via “santa”! E il deserto fiorirà. Questo farà
la gloria del Signore, certamente, ma per farlo vorrà e vuole anche la
testimonianza di chi, come Giovanni, “danza” lo Spirito fin dal grembo materno;
di chi, come Giovanni, sempre dallo Spirito è costituito forte e umile, a
servizio di Dio e non servo degli uomini. Oggi la Parola mi dice che per
ribaltare il mondo, Dio conta su di me. Ed io conto su di Lui. Amen!
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