giovedì 26 dicembre 2019

BRICIOLE di PAROLA
...nell'omelia


Giorno di Natale – 25/12/2019

L’eco del canto di gioia degli angeli e il riflesso della luce che stanotte si è accesa per l’umanità tutta, sono anche per Voi, carissimi amici, che come i pastori siete qui venuti per vedere il prodigio annunciato.

Ma cosa “vedete” nell’avvenimento che celebriamo: “Maria, Giuseppe e il bambino che, avvolto in fasce giace nella mangiatoia”? Non ci basta di questo quadretto familiare per fare una festa grande, per gioire immensamente; per trovare noi stessi sollievo e speranza, conforto e sorriso nella fatica di vivere, lasciare le nostre tenebre, vincere il male e il peccato. Poiché questo porta Nella nascita di questo Bambino è apparsa la grazia di Dio! E’ l’Amore che si è fatto carne! E reca “pace in terra agli uomini che Dio ama”.

Il Bambino nella mangiatoia è il Figlio di Dio che la Vergine Maria ha dato alla luce. Il Bambino è Dio, Dio che porta in questo mondo, la nuova e vera umanità che Egli desidera per tutti noi. “Vedere” in quel bambino anche la nostra rinascita, è “credere”. E’ dire di sì a Colui che è la nostra salvezza, a Colui che è la nostra pace e la dona a tutta l’umanità.
I pastori “videro”! Non è detto che compresero. Erano piuttosto stupiti, come stupiti lo erano quelli che li ascoltavano. Non facevano mica Natale ogni anno loro. Anche noi, pur abituati a tale celebrazione, anche voi riscoprite il fascino di “vedere”, ritrovate la semplicità per stupirvi, il coraggio e l’umiltà per credere.

Carissimi, Dio è in mezzo a noi. Noi lo vediamo, noi lo crediamo, noi lo adoriamo, noi lo accogliamo. Poiché il Figlio di Dio è principe della pace, come ci è stato annunciato stanotte, noi oggi ritorniamo a credere alla pace, la invochiamo come dono, la vogliamo come impegno. A fronte di tanto odio, lotte e divisioni, di guerre fin dentro le nostre case, la pace è qui, è possibile farla entrare nella vita e nella storia nostre, nelle nostre famiglie.  Natale è far spazio alla pace. Essa è fragile, povera, è riposta nell’umanità offesa e lacerata, come  “avvolta in fasce e adagiata nella mangiatoia”. Temiamo che non possa vivere, invece riconosciamola, ascoltiamone il desiderio, amiamola, facciamola crescere, nella nostra casa, di mezzo a noi, con la riconciliazione e il perdono. Cresceremo con lei. La vita chiede di splendere in mezzo a noi, la pace ne è il naturale grembo in cui si sviluppa e matura, e questo grembo è in Dio che ci porterà alla luce con Gesù.

Miei cari, ora torniamo all’esistenza di ogni giorno glorificando e lodando Dio perché altri, anche coloro che pensano di essere lontani da Lui o da Lui fuggono, tutti possano conoscere questo avvenimento di Amore gratuito. Come hanno fatto i pastori, tocca a noi cristiani, con il nostro amore per tutti gli uomini, dare testimonianza, dire apertamente chi è Gesù Cristo, dire che Dio, attraverso questo Bambino, vuole la salvezza di tutti, tutti abbraccia, tutti consola, ama tutti. Tocca a noi raccontarlo, distribuirlo. Solo se ci amiamo, se ci vogliamo bene perché Dio ci ha amati, glorifichiamo e lodiamo Dio.

Miei carissimi, abbiate una tal abbondanza di pace e amore, che si espanda attorno a voi e coloro che vi incontrano ne abbiano tanta grazia e gioia. Buon Natale continui allora, senza confini, in ogni cuore e nel mondo intero. Amen!

Nessun commento:

Posta un commento