Briciole di
Parola
…nel cammino
d’Avvento
20.12.2019
Isaia 7,10-14 e
Luca 1,26-38
Dio vede le
nostre difficoltà e ci invita a cercare la sua amicizia, a confidare
completamente in Lui. Noi, come il re Acaz, dicendo che non vogliamo “tentare
Dio”, contiamo sulle nostre forse e alleanze. Così anch’io mi arrabatto spesso
tra molti artifizi per levarmi dai guai e trovare soluzione a ciò che mi
angustia. Alla fine ogni tentativo lascerà insoluti i miei problemi, che poi
peseranno su altri, come l’inerzia di questo re non faceva il bene del suo
popolo. Eppure Dio non demorde, e se io mi ostino a fare di testa mia, tra l’altro
con i miei dubbi, incertezze, e paure, Egli stesso dà un segno della sua
vicinanza: “Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà
Emmanuele”. Storicamente si riferisce al figlio del re che sta per nascere. Ma
la tradizione cristiana, supportata dallo Spirito Santo, vedrà l’annuncio
profetico della nascita verginale di Gesù, figlio di Maria, che per questo
viene onorata come “la Vergine del segno”.
Le vicende
umane, come questa del re in difficoltà eppure ostinato nel proprio orgoglio, nel
loro normale svolgimento, come quello di un bambino che sta per nascere, e
tanti altri fatti di cui è fatta la nostra, la mia esistenza, contengono,
portano dei “segni” di qualcosa o di Qualcuno che mi è accanto, mi assicura, mi
protegge, mi chiama per una via nuova. A volte protestiamo anche violentemente
per avere dei “segni”, ma quando ci sono offerti, diamo ad essi tutto un altro
significato. Che non c’impegnino troppo! Che non ci chiedano di rinunciare al
nostro orgoglio! Che non mi distolgano dalla mia paura per quello che vivo e
faccio, paura che, purtroppo, mi trovo ad erigere a difesa, ma che in realtà mi
attacca da dentro. Sì, a volte mi capita di difendermi da quello che il Signore vuole fare in me, con
me, per me, per gli altri attraverso di me! Meglio confidare nel Signore!
Meglio “abbondare” nei segni. Non verrà meno il discernimento grazie allo
Spirito che è luce e guida, nonché Colui che li traduce in realtà.
“Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza
dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra…”. E’ la promessa, l’impegno, che
Dio assume verso Maria di Nazareth. Lo Spirito Santo che è Dio, già
l’Altissimo, si annienterà, dirà Paolo, si abbasserà, “scenderà su di te”, si
farà umile, in veste, in carne umana, per essere il Dio con noi, l’Emmanuele.
Tutto questo perché ci ama e ci vuole dare salvezza, amore, l’unica liberazione
dalle nostre prigionie, dal nostro peccato, che è il rifiuto dell’amore.
“Ti coprirà”,
questo verbo è stupendo, mi sa di abbracci, l’abbraccio di chi mi vuol bene,
l’abbraccio intimo, profondo, che ben conosce chi ama, ed è protezione,
tenerezza, calore, comunicazione di vita. Dio non può amarmi senza mandarmi i
suoi abbracci, e non mi manda ad annunciarlo chiedendomi di astenermi dall’abbracciare.
L’abbraccio dello Spirito Santo si manifesta con “la sua ombra”. Se si manifestasse
in tutto il suo splendore, saremmo fulminati. Non potremo reggere!
Maria è
fecondata nel suo grembo dall’ombra dello Spirito Santo! Anche su di me
scendono troppo spesso ombre, ma non sono quelle divine! Vorrei tutto chiaro,
lampante, sicuro, per me e per gli altri. Invece devo e voglio affidarmi
all’ombra dello Spirito Santo.
Non ho mai
pensato che gli altri, chi mi è accanto, chi mi incontra, mi sorprende, anche
chi mi mette alla prova, e chiede la mia pazienza, la mia fiducia, può essere lo
Spirito che mi “copre con la sua ombra”? Piuttosto di dire, come nel corrente
modo di dire e temere, “tu mi fai ombra”, come non desiderare l’ombra dello
Spirito Santo attraverso chi mi vuol bene. Allora, anche se fuori stagione, io
voglio stare alla sua ombra, quella di Dio e di chi mi ama. “Signore,
proteggimi all’ombra delle tue ali”. “Eccomi!”
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