domenica 10 giugno 2012

IL POSTO

Il pane profuma d’amore,
persino crosta saporita,
lievito che gonfia il mondo,
il vino colorito di letizia
in riflessi dorato lucente.

Mensa pronta, abbondante di grazia,
attende ospiti amati ignari
di ogni ben di Dio provvidente
che degli uomini figli
fame conosce, sete patisce.

Alleanza, intima presenza cara,
offerta eterna di libertà,
ad ogni ferita e frattura risposta,
ferma carità, mite benevolenza,
in comunione che mai svanisce.

Vuoto il posto, non il cuore mio,
dei fratelli più cari l’assenza,
in passi, opere di bene, ad altre mense
e pane e vita a condividere generosi,
non sian dimentichi della verità.

Sacrificio, faccio sacro il mio sentire,
un pizzico d’umana amarezza,
quanto basta di evangelica dolcezza,
il Signore, maestro alla mensa, serve,
per tutti tiene fresco, fragrante il desco.

Il posto, il cuore vuoto dell’invitato,
Gesù va ad abitare con discrezione,
affetto e miracolo in continuazione.
Al mio lamento, “pochi oggi son venuti”,
risponde con amore e fedeltà.

Che io impari a stare a tavola indegno,
sempre pronto il posto a chi arriva, 
a chi non viene, non può e non vuole,
o cerca altrove diverso cibo e famiglia
prepari, Signore, il pane tuo, una meraviglia!

Nessuno rimane sprovvisto, affamato,
soccorri ognuno, lo attendi nella fatica,
chi cerca,  chi si perde smarrito,
chi s’inganna, chi si nutre infelice,
alla mensa della vita ecco lì
il Tuo posto!


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