IL VERO RE
(…nel suo compleanno!)
Inizia il giorno, cinguettano, cantano a vita nuova,
possibile che ancor si dorma e nessun si muova?
Suvvia, svegliatevi, che è ora, è già chiaro,
attende un bacio lui, il sole a noi assai caro.
Più che un nobile, più che un principe o re,
tesoro unico e prezioso pari non c’è,
ricercato compagno di giochi ed amico
non può che essere soltanto lui, Enrico.
Nome di grandi che in sequenza fanno storia,
di Gabriella mamma, di PierAndrea papà vanto e gloria,
di Elisa, sorella, bellezza e grazia danno protezione,
ombra d’affetto premuroso suscita tanta commozione.
Gli occhioni limpidi e furbi aperti a scrutare,
supplici chiedon lumi per conoscere ed amare
la vita, le cose belle, interessanti e profonde,
tutto quello che il cuore nostro sfugge o confonde.
Ma lui no, lui è bambino, un piccolo speciale,
semplice che, dice Gesù, vede stupito l’essenziale,
e si domanda perché i grandi fanno caos e confusione
quando il mondo è bello e domanda compassione.
Enrico, vivace, intraprendente, persino sudato,
quanto corre, salta, ne combina, quant’è amato!
Ti smonta, ti vince, ti incoraggia con un sorriso,
irresistibile, sembra un angelo sfuggito al paradiso.
Ma no, mi ricordo, dopo Assisi con amore fatto...
Che centri qualcosa? Che sia stato dal ciel mandato?
A recare pace e bene in terre False, perfetta letizia
anche a chi del vivere non sempre mostra tanta perizia.
Augurio pieno di meraviglia è già sul suo volto,
regalo sì stupendo non sarà mai vano e tolto,
mostrato e donato piuttosto dagli amati genitori
ad ogni giorno che ritrova i suoi splendidi colori.
Enrico, non so qual numero nella storia ti si addice,
oggi “ottavo” vero re il mondo attorno fai felice,
per te non un regno, una corona, un trono,
cresci e rimani così un grande, unico, bel dono.
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