lunedì 25 febbraio 2013

OMELIA


3° Quaresima C - 24.02.2013

- Genesi 15, 5-18
- Filippesi  3,17-4,1
- Luca 9,28b-36

L’esperienza vissuta da Pietro, Giacomo, Giovanni, là sul monte , è stata anche la nostra in questa settimana della “piccola missione parrocchiale” con le sorelle della comunità Adveniat di S. Maria in Arce – Rocca Sant’Angelo - Assisi.
E rimane sempre la nostra se accettiamo di seguire Gesù, sul monte, là dove il cielo sembra toccare la terra. Davvero questo è avvenuto con la presenza di queste sorelle.

E, nella preghiera, come sottolinea il vangelo, diventa pure nostra quella trasfigurazione del maestro che sorprende i suoi discepoli. L’esperienza di cui siamo stati testimoni e che ci è stata donata in questi giorni c’è lo conferma.
La preghiera è la condizione che ci trasfigura, cioè rivela il mistero di luce che c’è in noi, come c’è in Gesù. E resistere nella preghiera, perseverare nel tenere il nostro sguardo d’ amicizia e d’amore su Gesù, resistere alla tristezza, allo sconforto, alla paura…nella preghiera e nella fraternità, ci consente di vedere la Sua gloria, ma anche di scoprire la nostra, nascosta nel profondo di ognuno. E con essa lo stupore e la gioia!

Sì, guardando Gesù vedremo anche noi stessi “trasfigurati”, pieni di luce perché amati.
Ecco il motivo di tanta gioia, di perfetta letizia. Non l’assenza di prove e di croci, ma la presenza dell’amore che ci abita. Dio è innamorato di noi; da sempre ci ha promesso un’alleanza, una comunione, una familiarità, un’intimità, anticipata in Abramo (1° lettura), realizzata pienamente al termine di queste esperienza terrena( ci fa intuire la seconda lettura), ma già presente con il dono di Gesù. Le sorelle che sono state tra di noi ne sono state un segno, come il suo volto e le sue veste sfolgoranti.

La trasfigurazione, e non semplicemente il cambiamento della nostra vita, che per il momento non è l’annullamento della croce di tutto ciò che ci fa soffrire, viene ogni volta che seguiamo Gesù; se camminiamo come suggerisce il tempo quaresimale sulle sue orme che abbiamo un po’ individuato in questi giorni: la carità, la Parola, la misericordia, la preghiera, e non di meno la sua vicinanza noi nella prova e debolezza. Orme che ci fanno avanzare sulla via della gioia che sa di Pasqua, di risurrezione, di vita già nuova.

Noi ci trasfiguriamo con Gesù se lasciamo libero sfogo alla presenza di Dio, alla luce che dimora in ognuno di noi. Rimaniamo sempre quello che siamo, ma il nostro volto è come preso dalla luce che abbiamo dentro. Occorre salire anche se abbiamo davanti una montagna di oscurità e di fatica, di dubbi e di debolezze e cadute. La promessa di Dio ad Abramo, promessa attuata già in Gesù,,
 il segno datoci anche in questi giorni, segno che sono per noi fratelli e sorelle la cui gioia è nel Signore, sono il nostro sostegno.

Pietro, Giacomo e Giovanni non si sono resi pienamente conto dell’esperienza che avevano vissuto. Ma a loro una voce è risuonata ad incoraggiamento. “Questi è il Figlio mio, l’eletto, ascoltatelo!”. Non sempre riusciamo a penetrare ciò che ci viene donato o ci capita. Rimanga nel nostro cuore questo invito. Custodiamolo e nella vita viviamolo, più grandi della fatica e dei dubbi, sono la stupore la gioia. La nostra fede crescerà, salirà, e ci svelerà lo splendore che c’è in noi.




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