lunedì 25 febbraio 2013

BRICIOLE di VITA

SALUTO alle SORELLE della COMUNITA' "ADVENIAT" - 24.02.2013

L’esperienza vissuta da Pietro, Giacomo, Giovanni, sul monte Tabor è stata anche la nostra in questi giorni della “piccola missione parrocchiale”. Non solo abbiamo visto Gesù trasfigurato, ma addirittura siamo stati “trasfigurati” anche noi con Lui. Così ho colto nella parola di Dio di questa domenica anche il saluto che con affetto indirizziamo alle sorelle che sono salite.
Faccio un po’ mie queste parole nel rivolgermi con gratitudine affetto a loro.


“ Sorelle carissime e tanto desiderate, nostra gioia e nostra corona, rimanete salde in questo modo in cui vi abbiamo conosciute, salde nel Signore, innamorate di Lui, ricche del suo amore, piene di gioia, carissime (cfr. Filippesi 4,1).

“E’ bello per noi”… avervi avuto qui, ove siete salite a pregare, a donare la vostra visita,a condividere la vostra gioia (cfr. Luca 9,33).

“E’ bello”… che voi abbiate a restare con noi! Dai, “facciamo più che tre tende”, anche un appartamento caldo, perché voi rimaniate.

Ma potreste dirci, giustamente: “voi non sapete quello che dite”.

E’ vero, non lo sappiamo, come non lo sa chi, tentato dalla gioia si lasciato catturare, sorpreso vi si è concesso, coinvolto ne è stato travolto; l’ha gustata e ora ne desidera ancora di più. Già ne sente tanta nostalgia!

Come è stato per Gesù, avete mostrato a noi, nel vostro, il suo volto, e nei semplici saii che indossate, la sua veste candida e sfolgorante (cfr. Luca 9,29).

Questa luce, bella, allegria santa, si è riflessa sulla nostra comunità, su quanti hanno potuto  godere di una vostra visita, di un momento di ascolto, di una gesto, di una parola buona e incoraggiante. Tutti abbiamo beneficiato, e continueremo a farlo, della vostra preghiera, del vostro canto che ci risuona nelle orecchie e nel cuore, della vostra contemplazione e intercessione, del combattimento spirituale che sostenete per noi.

Ma ora viene una “nube con la sua ombra” (cfr. Luca 9,34).
Non è il cielo che si rabbuia o che ridiventa triste. Non vogliamo sia questo. Non lo volete voi. Non lo vuole nemmeno il Signore che vi ha inviate. Ma un pizzico di dolce mestizia che rende ancora più cara la perfetta letizia. lo possiamo avvertire.

Questa “nube” è lo Spirito di Gesù che rimane ad accompagnare il nostro cammino. E poiché sotto questa “nube” già voi siete come Maria, affinché  il nostro cuore non ceda alla tristezza, voi ci indicate Gesù, fonte della gioia.
Siete come quella voce che disse a discepoli :
Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!” (cfr. Luca 9,35)
Ci dite:
“Questi è lo Sposo nostro, l’amato. E’anche per voi!”.

Riceviamo le vostre parole come la consegna affettuosa che ci lasciate, voi sette segni – sacramenti della sua gioia. Ancora più vasta con le sorelle che ritroverete a casa, in particolare Madre Elena e Suor Valeria, che dalla croce della sofferenza lasciano sgorgare fiotti di amore e di incoraggiamento su di voi e anche su di noi.

Senza gioia non c’è fede. Con l’amore è la gioia, la fede, la vita che loda e canta il Suo Signore.

Per una volta speriamo di poter disobbedire al vangelo, e quello che fecero i testimoni di quanto avvenuto sul Tabor, che non riferirono a nessuno ciò che avevano visto (cfr. Luca 9,36), noi non vogliamo, non possiamo farlo. Vogliamo dire a tutti quello che abbiamo vissuto. Il silenzio, per il momento, non si addice alla gioia, e se ad essa siamo protesi e condotti chiediamo aiuto per farlo con il canto di una vita di cui Francesco e Chiara sono esempio.

Che frate Francesco e sorella Chiara protegga anche la vostra comunità e si realizzi il carisma per cui il buon Dio ad essa e a noi vi ha donati: che il Suo regno venga!”






 

Nessun commento:

Posta un commento