16°
Domenica C – 21.07.2013
- Gn 18,1-10
- Lc 10,38-42
Dopo la strada che da
Gerusalemme conduceva a Gerico, come narrava la parabola del buon samaritano
che ci ha ricordato che luogo per imparare a farsi prossimo, come ha fatto Dio
con noi con Gesù, è la vita e quello che vi succede, ecco altri di luoghi che
sanno di affetti, di accoglienza, di servizio: la tenda di Abramo (prima
lettura) e la casa di Marta e Maria (vangelo). Si illuminano a vicenda, in
entrambi c’è del bello che c’insegna quanto preziosa è la vita molto concreta
della nostre famiglie.
C'è cuore in Abramo che corre e dà ordini, e lui stesso
prende un vitello tenero e poi lo dà al servo e poi prende per gli ospiti latte
acido e latte fresco. Così come c'è cuore -così io penso- in Marta che non sa
più cosa inventare per il suo amico, il Maestro di Nazareth.
Se soccorrere un malcapitato ferito e abbandonato lungo la
strada o comunque interessarsi per aiutare chi è nel bisogno, rischiando che
anche dallo stesso siamo giudicati come inopportuni o invadenti o interessati,
anche far da mangiare, preparare un buon pranzo è uno dei due gesti più
significativi del voler bene all'altro. È come se tu dessi vita all'altro. Far
da mangiare e ascoltare non è quello che si fa in una casa?
Certamente in casa non manca da mangiare. Manca più
spesso l’ascolto, come mancava a Marta. Questa assenza Gesù rimprovera, dolcemente
ma fermamente, a Marta, l'assenza di ascolto, mentre Sua sorella "seduta ai piedi di Gesù"
ascoltava. Badate bene, Gesù non dice: non preparare niente. Anche far da
mangiare è gesto di amore. Dice: fa' un po' meno, ma sediamoci e guardiamoci, e
ascoltiamoci. Marta non si fermava mai.
L'accusa di Gesù va dunque al non fermarsi, a
sottolineare questo pericolo che si è come ingigantito nella nostra società:
corri, corri. Così tutto il santo giorno. Ma poi? Ti ascolti? E se no, che vita
è? Ascolti il tuo Dio? E se no, che vita è? Ascolti quelli di casa, l'altro che
incontri? E se no, che vita è? Perdi - dice Gesù - la cosa più importante, la
parte migliore. Far da mangiare, certo, ma anche ascoltare.
La Parola di Dio rivela ciò che può custodire la nostra
esistenza molto concreta, darle sapore di vangelo: accogliere, far da magiare e
ascoltare.
Andiamo a casa contenti,
perché Dio abita la vita e le sue realizzazioni più belle. Anzi queste sono
davvero tali proprio perché care a Lui.
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