( Esodo
1,8-14.22 ; Matteo 10,34- 11,1)
Cercare e pianificare da noi stessi la nostra
salvezza senza Dio o addirittura contro Dio significa lavorare e prodigarsi
invano.
Il timore di non farcela e di soccombere spinge ad ansia e
frenesia, oltretutto con il rischio di farle aumentare.
La constatazione dell’inefficacia dei nostri sforzi
porta alla disperazione, ad abbandonare ogni cosa, ascete radicali di indubbia
stoltezza: “basta! Non ne posso più! Via tutti!”
Gesù non tace la radicale lotta a cui chiama; non
dissimula la “spada” da impugnare. Si tratta di accettare le difficoltà, le
incomprensioni, umani insuccessi; di scegliere di perdere per trovare…. E per
far trovare.
“I piccoli gesti di cui siete oggetto e soggetto,
anche se vorreste per voi e per gli altri qualcosa di più eclatante, sono
benedetti”.
Nessun commento:
Posta un commento