(…che non duri lo spazio di un mattino!)
Pensieri tentano tumultuosi,
inospitali occupano i vuoti
giorni grevi, afosi.
Rigenera fresca pace la
brezza,
se pesante la sera, umida
notte,
mattina è dolce carezza.
Sole puntuale illumina,
ancor non riscalda, non
cuoce,
il cuore s’avvia e cammina.
Sospiri, passi, è la
preghiera,
risveglia come doccia bella
di grazia, e calma nuova, vera.
All’altare è nuziale onore,
nel corpo vivente di Cristo
tutto confluisce con amore.
Non più nulla di mondano e terreno,
ogni frammento d’esistenza
la Parola e la Carne fan sereno.
Trasfigura così nella vita,
stupenda storia, e missione,
la notizia buona e gradita.
….
Improvviso,
sacro, perché umano,
spento d’un sol tratto il cicalio,
il silenzio
Egli abita
e il cuore mio.
Desiderio
di prolungare in esso,
il giorno, le ore, immerso,
è pace,
pace,
solo dolce cinguettio.
Flebile latrato
a ricordar il mondo,
ancor più amabile scena
ove non recita
l’amore.
Vive.
E timido ronzio,
vibrazione fastidiosa
qui si fa dolce,
forse Dio bisbiglia
quasi sussurra educa
a udir sottile voce.
Lunga limpida mattina
è volontà trattenere,
al giorno senza tramonto,
amore infuocato, giungere,
nell’ore, nei passi sorretti,
con lievità beata sorridere.
In giorni vuoti o pieni,
giorni forti e fragili ,
dallo Spirito ventilati,
la via del piccolo pastore,
non offusca, solo per grazia,
l’essere grande peccatore.
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