(...verso l' intervento e le...novità)
Ammiro dell’autunno i colori,
alzando lo sguardo annuso gli odori,
come foglia dorata mi consumo,
non di morte, di vita
è il profumo.
Temo forse della stagione il grigiore,
ma oggi vivace è ancora il calore,
tempo maturo di ogni cosa avanza,
nessuna fine, d’inizio nuovo speranza.
Amo il momento gravido di vita,
carezza e cura quanto mai gradita
sono del cuore che si fa vicino,
eco e presenza dello sguardo divino.
Dico sì a tanta grazia e bontà,
non rassegnazione triste alla novità,
nemmeno dimissioni al viver mio,
bambino m’abbandono gioioso a Dio.
Sarò seme che la terra feconda,
poi spiga, poi pane su tavola gioconda,
Gesù in me sull’altare dell’umanità
sarò quel che Dio vuole, Sua carità.
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