5° Quaresima A – 06.04.2014
“Usciamo”
nella Quaresima che stiamo attraversando verso l’umanità nuova che Dio vuole
per i suoi figli. “Usciamo” verso questa singolare terra promessa. Ci è svelata
e data in Gesù. Alcuni tratti li riconosciamo anche nel vangelo che abbiamo
appena ascoltato.
- Innanzitutto l’umanità nuova che viene
da Gesù, vive e cresce dentro legami di amicizia, calda e leggera nello stesso
tempo, come quelli che affiorano da tutto il racconto: "Il tuo amico è
malato"; e ancora: "Gesù voleva molto bene a Marta e Maria";
"il nostro amico si è addormentato"; "Gesù quando la vide
piangere si commosse profondamente, e si turbò... e scoppiò in pianto....";
"Vedi come lo amava".
L’umanità è fatta di sentimenti, di
emozioni, di passione, e non è diversa la vita cristiana che la esprime. La
fede in Dio non può abitare con l’indifferenza verso gli uomini, nostri
fratelli. Saremmo privi di umanità, come i farisei apparivano anche domenica scorsa
davanti al cieco che aveva ottenuto la vista, e oggi davanti alla morte di
Lazzaro e al suo ritorno alla vita.
- Nell’umanità “nuova”, quella di Gesù,
pianto e fede sono contemporanei. La fragilità e la debolezza di fronte alla
prova, la fiducia e la fortezza della fede stanno insieme. Fede e pianto sono
abbracciati. Nelle sorelle di Lazzarone pure in Gesù.
Crediamo, ma non possiamo soffocare il
pianto. Piangiamo, ma ci è data la fede; pianto e fede sono insieme. Mi ha
impressionato mesi fa quando Papa Francesco ha denunciato che non siamo più
capaci di piangere davanti ai drammi dei nostri fratelli rifiutati, respinti,
abbandonati…Il pianto non toglie la fede; è la naturale fragilità o compartecipazione che fa appello
alla vera forza e all’amore.
- Altra cosa che ci sembra impossibile:
nell’umanità che ci viene da Gesù l'oggi e il futuro
sono insieme. Cioè non dobbiamo aspettare per avere una vita migliore. Se
abbiamo Gesù, la novità è qui, la pienezza di ogni buon desiderio, la
realizzazione di ogni bella speranza è qui. La vittoria sul male sulla morte è
qui se accogliamo Gesù. Dice Marta a
Gesù: "So che risusciterà nell'ultimo giorno". Gesù le risponde:
"Io sono la resurrezione e la vita"".
A Marta che usa il futuro -risorgerà-
Gesù risponde usando il presente: "io sono -oggi sono- la resurrezione e
la vita". Certo risorgeremo, ma non rimandiamo tutto al futuro; le cose
cambieranno, ma non rimandiamo tutto al futuro. La presenza di Gesù e
l’affidarci a lui qui adesso riaccende la nostra vita, ci richiama dalla morte.
Il comando di Gesù su Lazzaro sono illuminanti: “vieni fuori” e ancora
“scioglietelo e lasciatelo andare”. Sì, Gesù ci libera e ci fa uscire verso una
nuova umanità.
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